Librai storici e giovani gestori denunciano l’ipocrisia dei lettori: sostegno a parole, ma vendite online e nelle catene. La sopravvivenza passa da gesti concreti

A Firenze i librai indipendenti lanciano un appello: meno “resistete” e più acquisti reali.

Come riporta stamani La Nazione, Serena Panerai, storica proprietaria della Libreria Alfani, denuncia comportamenti scorretti come fotografare le pagine senza comprare. Filippo Nicosia, della libreria Malaparte, parla di una contraddizione diffusa: elogi per il coraggio, ma acquisti su Amazon, con scarsa coerenza anche da parte di molti scrittori.

Pietro Torrigiani, di Todo Modo, nota che a sostenere le librerie sono soprattutto over 50, turisti e pensionati, mentre la fascia 35-50 anni cerca solo titoli di moda e i giovani prediligono l’online o le catene. Per i librai indipendenti il valore sta nel lavoro “sartoriale” di consigliare libri diversi a lettori diversi, un mestiere che non può sopravvivere solo con apprezzamenti verbali ma ha bisogno di azioni concrete d’acquisto.




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