“Sindaco e ministro sono in costante contatto e siamo vicini a una soluzione condivisa”. Così fonti di Palazzo Vecchio sulla nomina, da parte di Gennaro Sangiuliano, del nuovo sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, su proposta di Dario Nardella, che è presidente della Fondazione, con il beneplacito del nuovo consiglio d’indirizzo.
L’ora x, che tanto fa trepidare i lavoratori del Maggio (i sindacati hanno più volte auspicato una soluzione rapida perché i momenti d’empasse non fanno bene al teatro, e nemmeno le decisioni dove il bene dell’istituzione è sacrificato nel nome di scelte dettate da spartizioni politiche) dovrebbe essere imminente e non prevedere grosse sorprese.
Nonostante il voto a sfavore di Gennaro Galdo, per l’appunto membro del consiglio su indicazione del Ministero della Cultura (ha dato la sua preferenza all’ormai ex commissario Onofrio Cutaia) e nonostante il raffreddamento dei giorni scorsi da parte dello stesso ministero legato probabilmente anche alle perplessità espresse dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Donzelli, in teatro e in Comune si dà per sicura la ratifica di Carlo Fuortes come guida della casa fiorentina dell’opera. Subito al suo insediamento, il manager romano avrà una gatta da pelare. Anzi, un Gatti. Daniele.
È infatti delle ultime ore l’indiscrezione che darebbe come cosa fatta la nomina del maestro quale nuovo direttore musicale della Scala di Milano a partire dal 2025, di pari passo con l’insediamento del nuovo sovrintendente Fortunato Ortombina, attualmente alla Fenice di Venezia. Nel 2022 Gatti è stato nominato direttore principale del Maggio dall’allora sovrintendente Alexander Pereira, con scadenza il 31 dicembre 2024. Ma con la fine del commissariamento, decretata da Sangiuliano il primo febbraio scorso, di fatto il maestro non ricopre già più il suo incarico fiorentino. Spetterà dunque al nuovo sovrintendente riconfermarlo (magari fino a dicembre compreso, come previsto in origine, optando dunque per un’uscita soft) oppure no.
L’ora x, che tanto fa trepidare i lavoratori del Maggio (i sindacati hanno più volte auspicato una soluzione rapida perché i momenti d’empasse non fanno bene al teatro, e nemmeno le decisioni dove il bene dell’istituzione è sacrificato nel nome di scelte dettate da spartizioni politiche) dovrebbe essere imminente e non prevedere grosse sorprese.
Nonostante il voto a sfavore di Gennaro Galdo, per l’appunto membro del consiglio su indicazione del Ministero della Cultura (ha dato la sua preferenza all’ormai ex commissario Onofrio Cutaia) e nonostante il raffreddamento dei giorni scorsi da parte dello stesso ministero legato probabilmente anche alle perplessità espresse dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Donzelli, in teatro e in Comune si dà per sicura la ratifica di Carlo Fuortes come guida della casa fiorentina dell’opera. Subito al suo insediamento, il manager romano avrà una gatta da pelare. Anzi, un Gatti. Daniele.
È infatti delle ultime ore l’indiscrezione che darebbe come cosa fatta la nomina del maestro quale nuovo direttore musicale della Scala di Milano a partire dal 2025, di pari passo con l’insediamento del nuovo sovrintendente Fortunato Ortombina, attualmente alla Fenice di Venezia. Nel 2022 Gatti è stato nominato direttore principale del Maggio dall’allora sovrintendente Alexander Pereira, con scadenza il 31 dicembre 2024. Ma con la fine del commissariamento, decretata da Sangiuliano il primo febbraio scorso, di fatto il maestro non ricopre già più il suo incarico fiorentino. Spetterà dunque al nuovo sovrintendente riconfermarlo (magari fino a dicembre compreso, come previsto in origine, optando dunque per un’uscita soft) oppure no.
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