In Toscana bisogna "rimettere l'industria al centro delle riflessioni, cosa che non è stata fatta per parecchio tempo sia a livello nazionale che a livello regionale", pena "una lenta agonia". Lo ha affermato Marco Buti, economista titolare della cattedra Tommaso Padoa Schioppa dell'Istituto Universitario europeo di Fiesole, che insieme agli economisti Stefano Casini Benvenuti e Alessandro Petretto ha presentato oggi a Firenze il 'Manifesto per la reindustrializzazione della Toscana'.
"Noi abbiamo qua in Toscana una crescita estensiva, con alta occupazione, bassa produttività e bassi salari - ha spiegato -. Bisogna mettere in campo una serie di politiche dal punto di vista dell'istruzione, della formazione, dell'orientamento, e del risparmio per convogliare le risorse, i fattori di produzione, capitale e lavoro su attività che sono a più alto rendimento ma anche a più alto rischio. Questa è la priorità: metterla al centro, orientare il dibattito anche in campagna elettorale in Toscana così come nelle altre regioni che vanno al voto, credo sia la cosa da fare adesso".
Il manifesto, ha sottolineato Buti, "dà il perimetro, ma l'area deve essere disegnata e riempita dalle proposte delle associazioni degli imprenditori, dei sindacati, delle forze sociali. I corpi intermedi, il cui ruolo è assolutamente fondamentale per la tenuta del tessuto sociale, devono prendere l'iniziativa e anche, in qualche modo, imporre alla politica le proprie priorità".
"Noi abbiamo qua in Toscana una crescita estensiva, con alta occupazione, bassa produttività e bassi salari - ha spiegato -. Bisogna mettere in campo una serie di politiche dal punto di vista dell'istruzione, della formazione, dell'orientamento, e del risparmio per convogliare le risorse, i fattori di produzione, capitale e lavoro su attività che sono a più alto rendimento ma anche a più alto rischio. Questa è la priorità: metterla al centro, orientare il dibattito anche in campagna elettorale in Toscana così come nelle altre regioni che vanno al voto, credo sia la cosa da fare adesso".
Il manifesto, ha sottolineato Buti, "dà il perimetro, ma l'area deve essere disegnata e riempita dalle proposte delle associazioni degli imprenditori, dei sindacati, delle forze sociali. I corpi intermedi, il cui ruolo è assolutamente fondamentale per la tenuta del tessuto sociale, devono prendere l'iniziativa e anche, in qualche modo, imporre alla politica le proprie priorità".
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