Un videomessaggio per ringraziare le 1.200 persone che ieri sera hanno riempito il Teatro del Maggio a Firenze per partecipare alla prima lezione della scuola popolare di scrittura dedicata alla rabbia, la seconda è in programma il 16 luglio.
"Credo profondamente nel valore nobile della rabbia ed è la ragione per cui vi ringrazio ancora una volta per essere stati ieri sera così numerosi e per avermi insegnato che c'è tanta voglia di stare insieme e di condividere di partecipare e anche di guardarsi dentro", le parole di Stefano Massini, direttore artistico del Teatro della Toscana.
"La rabbia - spiega - in fin dei conti è un'emozione nobile, ben lontana dalla violenza, dall'aggressione, la rabbia è la voglia di lottare, la scelta di non rassegnarsi a qualcosa e di continuare in tutti i modi a difenderla". Oggi però "non abbiamo più voglia di lottare. Non ci conviene lottare. Se lo facciamo, lo facciamo semplicemente con una tastiera, stimolando di essere dei lottatori incalliti che però usano soltanto parole scritte nel vuoto e rivolte a qualcuno che comunque non ti vede", aggiunge Massini.
"Si deve alla rabbia di qualcuno se noi oggi abbiamo le più grandi conquiste che l'umanità abbia fatto", citando ad esempio Rosa Parks. "Se oggi tutto quello che un tempo sembrava un sogno è in realtà a portata di mano, si deve alla rabbia di che continua a lottare; se da qualunque parte del mondo non si accetta il compromesso, non si accetta la passività, non si accetta il silenzio, ma si sceglie la via diretta e lodevole per metterci la faccia, di scendere in campo e di lottare. Dio - sottolinea ancora - salvi la rabbia. Dio ringrazi i rabbiosi. Non i violenti, non gli aggressivi" ma i rabbiosi.
"Credo profondamente nel valore nobile della rabbia ed è la ragione per cui vi ringrazio ancora una volta per essere stati ieri sera così numerosi e per avermi insegnato che c'è tanta voglia di stare insieme e di condividere di partecipare e anche di guardarsi dentro", le parole di Stefano Massini, direttore artistico del Teatro della Toscana.
"La rabbia - spiega - in fin dei conti è un'emozione nobile, ben lontana dalla violenza, dall'aggressione, la rabbia è la voglia di lottare, la scelta di non rassegnarsi a qualcosa e di continuare in tutti i modi a difenderla". Oggi però "non abbiamo più voglia di lottare. Non ci conviene lottare. Se lo facciamo, lo facciamo semplicemente con una tastiera, stimolando di essere dei lottatori incalliti che però usano soltanto parole scritte nel vuoto e rivolte a qualcuno che comunque non ti vede", aggiunge Massini.
"Si deve alla rabbia di qualcuno se noi oggi abbiamo le più grandi conquiste che l'umanità abbia fatto", citando ad esempio Rosa Parks. "Se oggi tutto quello che un tempo sembrava un sogno è in realtà a portata di mano, si deve alla rabbia di che continua a lottare; se da qualunque parte del mondo non si accetta il compromesso, non si accetta la passività, non si accetta il silenzio, ma si sceglie la via diretta e lodevole per metterci la faccia, di scendere in campo e di lottare. Dio - sottolinea ancora - salvi la rabbia. Dio ringrazi i rabbiosi. Non i violenti, non gli aggressivi" ma i rabbiosi.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














