Ammonta a poco più di un milione e mezzo di euro il contributo per il 2025 destinato alla Fondazione Teatro della Toscana, nella categoria 'Teatri di rilevante interesse culturale - prime istanze triennali'. Ieri è stato pubblicato il decreto direttoriale della Direzione generale spettacolo del ministero della Cultura relativo al triennio Fus 2025-2027: il Teatro della Toscana ha raggiunto un punteggio di 80,40/100 per un contributo di 1.515.825 euro.
Sul tema, interrogazione immediata del gruppo consiliare di FdI a Palazzo Vecchio che chiede alla sindaca Sara Funaro, presidente del Teatro della Toscana, se "con 500.000 euro in meno all'anno per i prossimi tre, si sia proceduto a ridimensionare le spese o se invece tutto sia stato impegnato e gestito con la sicurezza di essere ancora un Teatro nazionale. In questo secondo caso si creerebbero inevitabilmente delle problematiche a livello di bilancio, ed è questa la nostra preoccupazione".
Nell'interrogazione vengono evidenziate anche le differenze nei requisiti minimi tra le due categorie: 160 giornate recitative e 6.000 lavorative per un Teatro di rilevante interesse culturale, a fronte delle circa 400 giornate recitative e oltre 20.000 lavorative programmate in passato. "Vogliamo capire se questa amministrazione sia in grado di affrontare la nuova fase - concludono gli esponenti di FdI - perché fra tre anni vogliamo, e pretendiamo, di tornare a essere Teatro nazionale".
Sul tema, interrogazione immediata del gruppo consiliare di FdI a Palazzo Vecchio che chiede alla sindaca Sara Funaro, presidente del Teatro della Toscana, se "con 500.000 euro in meno all'anno per i prossimi tre, si sia proceduto a ridimensionare le spese o se invece tutto sia stato impegnato e gestito con la sicurezza di essere ancora un Teatro nazionale. In questo secondo caso si creerebbero inevitabilmente delle problematiche a livello di bilancio, ed è questa la nostra preoccupazione".
Nell'interrogazione vengono evidenziate anche le differenze nei requisiti minimi tra le due categorie: 160 giornate recitative e 6.000 lavorative per un Teatro di rilevante interesse culturale, a fronte delle circa 400 giornate recitative e oltre 20.000 lavorative programmate in passato. "Vogliamo capire se questa amministrazione sia in grado di affrontare la nuova fase - concludono gli esponenti di FdI - perché fra tre anni vogliamo, e pretendiamo, di tornare a essere Teatro nazionale".
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