Nei primi 9 mesi del 2023 l'export del sistema moda della provincia di Arezzo ha registrato una dinamica di crescita, al contrario di quanto avvenuto in altre aree: è quanto evidenzia una nota congiunturale dell'Irpet, secondo cui Arezzo vede incrementi per abbigliamento (+7%), calzature (+16%) e pelli (+9%).
Dati negativi invece per Firenze (abbigliamento -8%, calzature -21%, pelli -5%), Prato (abbigliamento -4%, tessile -7%) e Pisa (calzature -3%, pelli -10%).
In aggregato, la produzione industriale del sistema moda in Toscana nel 2023 ha vissuto ribassi sempre superiori alla media del manifatturiero regionale, chiudendo dicembre con un -5% (contro il 3% medio). Per quando riguarda invece la dinamica occupazionale, da agosto in poi il sistema moda ha patito flessioni in doppia cifra degli avviamenti mensili, con la punta negativa del -32% anno su anno registrato a novembre. Fra i singoli comparti, quello che perde di più in termini di addetti dipendenti è il conciario (-2,4% nell'ultimo trimestre 2023).
"I beni del settore moda - scrive l'Irpet - sono caratterizzati da produzioni tradizionali a basso contenuto tecnologico, che risentono della competizione internazionale e della conseguente pressione sui prezzi esercitata dalle grandi firme sugli attori della filiera che producono materie prime e semilavorati. Il sistema produttivo toscano, dove la filiera della moda è presente nella quasi totalità delle sue componenti e nel quale questi meccanismi di funzionamento si dispiegano in modo completo, potrebbe rappresentare un laboratorio innovativo per individuare buone pratiche e relazioni virtuose".
Condividi
Attiva i cookies













