Una “delocalizzazione punitiva”. Così il sindacato Sudd Cobas definisce la scelta della Montblanc di abbandonare lo stabilimento di Campi Bisenzio, attribuendo questa scelta alla sindacalizzazione degli operai.
Con un post su Facebook pubblicato ieri la sezione Prato-Firenze di Sudd Cobas rilancia un documentario prodotto da Al Jaazera intitolato “Inside Italy’s Designers Sweatshops” nel quale vengono mostrate le condizioni di lavoro durissime degli operai di alcune aziende nella zona fiorentina.
“Da undici mesi denunciamo una verità evidente: *la Montblanc ha abbandonato lo stabilimento Z Production ed Eurotaglio di Campi Bisenzio, perché la sindacalizzazione degli operai aveva imposto al brand il rispetto del CCNL e la fine dello sfruttamento selvaggio che per anni quegli stessi operai avevano subito. Per sfuggire all’aumento dei costi di produzione – e mantenere il massimo risparmio per il massimo profitto – il brand ha messo in atto una delocalizzazione “sotto casa”, spostando le commesse in un altro dei tanti capannoni del super-sfruttamento nella provincia di Firenze” si legge nel post.
Il sindacato denuncia che “lo stabilimento non aveva avuto problemi di commesse” fin quando “i lavoratori lavoravano 84 ore a settimana”, ma che poi “si era svuotato quando hanno iniziato a lavorare 40 ore a settimana e a godere dei diritti del CCNL”.
Per far fronte alla situazione, il sindacato chiede di intervenire alla Regione, che ha aperto un tavolo di crisi senza però riuscire a trovare una soluzione alla crisi scaturita dalla scelta di Montblanc di lasciare lo stabilimento di Campi Bisenzio.
Con un post su Facebook pubblicato ieri la sezione Prato-Firenze di Sudd Cobas rilancia un documentario prodotto da Al Jaazera intitolato “Inside Italy’s Designers Sweatshops” nel quale vengono mostrate le condizioni di lavoro durissime degli operai di alcune aziende nella zona fiorentina.
“Da undici mesi denunciamo una verità evidente: *la Montblanc ha abbandonato lo stabilimento Z Production ed Eurotaglio di Campi Bisenzio, perché la sindacalizzazione degli operai aveva imposto al brand il rispetto del CCNL e la fine dello sfruttamento selvaggio che per anni quegli stessi operai avevano subito. Per sfuggire all’aumento dei costi di produzione – e mantenere il massimo risparmio per il massimo profitto – il brand ha messo in atto una delocalizzazione “sotto casa”, spostando le commesse in un altro dei tanti capannoni del super-sfruttamento nella provincia di Firenze” si legge nel post.
Il sindacato denuncia che “lo stabilimento non aveva avuto problemi di commesse” fin quando “i lavoratori lavoravano 84 ore a settimana”, ma che poi “si era svuotato quando hanno iniziato a lavorare 40 ore a settimana e a godere dei diritti del CCNL”.
Per far fronte alla situazione, il sindacato chiede di intervenire alla Regione, che ha aperto un tavolo di crisi senza però riuscire a trovare una soluzione alla crisi scaturita dalla scelta di Montblanc di lasciare lo stabilimento di Campi Bisenzio.
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