Ventuno anni di ricordi, di memoria e di storia. Al Museo degli Innocenti, da domani venerdì 14 novembre, apre la mostra "Bambine nell'Archivio degli Innocenti: 1900-1921", focalizzata in particolare sulla memoria delle bimbe accolte agli inizi del secolo scorso nell'Ospedale.
L'esposizione presenta il risultato di un ampio lavoro di ricerca, conservazione e digitalizzazione dei segnali di riconoscimento appartenuti alle bambine dell'Istituto: piccoli oggetti dal forte valore simbolico e affettivo che raccontano la storia dell'infanzia accolta nel XX secolo.
In particolare, viene spiegato in una nota, il progetto pilota ha riguardato 120 segnali di riconoscimento appartenuti a bambine accolte nell'Ospedale degli Innocenti tra il 1900 e il 1921, un periodo finora poco esplorato e che merita di essere riscoperto. La mostra nasce dal progetto pilota promosso dall'Istituto degli Innocenti in collaborazione con Calliope Arts Foundation, organizzazione con sede a Londra impegnata nella valorizzazione dell'arte e della storia sociale da una prospettiva femminile. L'iniziativa, sostenuta grazie al contributo dei donatori Margie MacKinnon e Wayne McArdle, Connie e Doug Clark, rientra nelle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e archivistico, tra i principali obiettivi previsti dall'ente.
Il focus espositivo si inserisce nel percorso 'museale dedicato' che parte dalla sezione permanente riservata ai segnali ottocenteschi, si arricchisce con la mostra 'E l'altra metà serverò io' e presenta ora un nuovo corpus di oggetti e documenti, insieme agli interventi condotti per la loro salvaguardia. Attraverso l'intreccio di documenti, immagini e oggetti, l'esposizione restituisce visibilità alle storie delle bambine accolte agli inizi del Novecento, offrendo al pubblico un'occasione di riflessione sulla condizione femminile e sul valore della memoria come strumento di conoscenza e tutela dei diritti.
Il progetto ruota intorno a una selezione di oltre cento segnali di riconoscimento - piccoli oggetti spezzati a metà e affidati alle bambine al momento dell'accoglienza - accompagnati dai documenti che ne raccontano le vicende. Il restauro e la digitalizzazione hanno consentito di preservarne l'integrità e di renderli consultabili anche online nell'Inventario storico dell'Archivio e nella Teca digitale dell'Istituto, dove sarà possibile approfondire i contenuti della ricerca. La mostra chiuderà il 15 marzo 2026.
L'esposizione presenta il risultato di un ampio lavoro di ricerca, conservazione e digitalizzazione dei segnali di riconoscimento appartenuti alle bambine dell'Istituto: piccoli oggetti dal forte valore simbolico e affettivo che raccontano la storia dell'infanzia accolta nel XX secolo.
In particolare, viene spiegato in una nota, il progetto pilota ha riguardato 120 segnali di riconoscimento appartenuti a bambine accolte nell'Ospedale degli Innocenti tra il 1900 e il 1921, un periodo finora poco esplorato e che merita di essere riscoperto. La mostra nasce dal progetto pilota promosso dall'Istituto degli Innocenti in collaborazione con Calliope Arts Foundation, organizzazione con sede a Londra impegnata nella valorizzazione dell'arte e della storia sociale da una prospettiva femminile. L'iniziativa, sostenuta grazie al contributo dei donatori Margie MacKinnon e Wayne McArdle, Connie e Doug Clark, rientra nelle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e archivistico, tra i principali obiettivi previsti dall'ente.
Il focus espositivo si inserisce nel percorso 'museale dedicato' che parte dalla sezione permanente riservata ai segnali ottocenteschi, si arricchisce con la mostra 'E l'altra metà serverò io' e presenta ora un nuovo corpus di oggetti e documenti, insieme agli interventi condotti per la loro salvaguardia. Attraverso l'intreccio di documenti, immagini e oggetti, l'esposizione restituisce visibilità alle storie delle bambine accolte agli inizi del Novecento, offrendo al pubblico un'occasione di riflessione sulla condizione femminile e sul valore della memoria come strumento di conoscenza e tutela dei diritti.
Il progetto ruota intorno a una selezione di oltre cento segnali di riconoscimento - piccoli oggetti spezzati a metà e affidati alle bambine al momento dell'accoglienza - accompagnati dai documenti che ne raccontano le vicende. Il restauro e la digitalizzazione hanno consentito di preservarne l'integrità e di renderli consultabili anche online nell'Inventario storico dell'Archivio e nella Teca digitale dell'Istituto, dove sarà possibile approfondire i contenuti della ricerca. La mostra chiuderà il 15 marzo 2026.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













