Il sindaco di Firenze alle celebrazioni per la Festa della Liberazione

"Ogni anno il 25 aprile è un momento di memoria, di identità collettiva: purtroppo, non sempre, nel nostro Paese c'è questa concordia, questa memoria. Ci sono ancora troppe persone che fanno fatica a dirsi antifascisti, che fanno fatica a partecipare attivamente a questa festa nazionale che è un po' la base della nostra identità della Repubblica. Per fortuna abbiamo voci autorevoli che si alzano ogni anno come quella del nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che peraltro oggi è in Toscana e questo ci onora". Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardellacandidato del Pd alle elezioni europee nel collegio dell'Italia centrale, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia per la Festa della Liberazione in piazza dell'Unità Italiana.
      
"Per fortuna c'è una resistenza democratica di tanti cittadini e 
cittadine, anche intellettuali, come l'esempio di Antonio Scurati che, nonostante la preoccupante censura che ha dovuto subire, ha fatto sentire la sua voce e anche per questo oggi in piazza della Signoria leggeremo il suo monologo con la partecipazione di un grande attore fiorentino come Stefano Massini", ha aggiunto Nardella.
      
"Noi riteniamo che anche oggi bisogna resistere e combattere per la 
libertà. La libertà non si conquista una volta per tutte - ha sostenuto Nardella - Certo, non sono a rischio le libertà fondamentali nel nostro Paese. C'è, però, talvolta un clima di censura, di discriminazione politica che danneggia la democrazia. Si mettono in discussione anche libertà fondamentali conquistate dalle donne e dagli italiani; penso, ad esempio, al referendum sull'aborto, che è stata una conquista di civiltà del nostro Paese. Quindi, il significato di celebrare oggi il 25 aprile non è soltanto quello di compiere un gesto di memoria storica ma è quello di compiere un gesto attuale ancora di resistenza verso ogni forma di discriminazione e di limitazione delle libertà, verso ogni forma di limitazione dei diritti fondamentali che sono garantiti dalla Costituzione".
      
"Il 25 aprile non è una festa di parte, è una festa di tutti - ha 
concluso Nardella - Quando io sento anche cariche dello Stato, come il presidente del Senato, che l'anno scorso alla domanda se se si sentisse antifascista ha risposto 'dipende', beh io mi preoccupo molto: perchè o si è antifascisti o non si è antifascisti".
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