“La politica si nutre di visione, competenza e consenso. Io credo che questi tre valori a cui si riferiva De Gasperi abbiano sempre contraddistinto il nostro lavoro”, dichiara Nardella

È un Dario Nardella emozionato quello che si è presentato in Consiglio comunale a Firenze per l'ultima volta da sindaco e nell'ultima seduta a Palazzo Vecchio. Il primo cittadino, che è candidato alle prossime Europee, ha citato nel suo discorso Antonio Gramsci quando diceva che "ogni giorno della mia vita voglio viverla come un Capodanno". "Capisco che ci possa essere un po' di malinconia - ha detto Nardella - ma credo che non si debba vivere questa giornata come la fine. Proviamo a vivere anche l'ultimo giorno della mia vita come un Capodanno". Ed ha citato anche Alcide De Gasperi che diceva, ha ricordato Nardella, "che la politica si nutre di visione, competenza e consenso. Io credo che questi tre valori a cui si riferiva il grande costituente abbiano sempre contraddistinto il nostro lavoro".
    
"Valori che si rifanno sia al senso civico, sia al senso delle istituzioni - ha spiegato il primo cittadino - Abbiamo avuto visione nell'affrontare questioni complesse legate alle nostra città, competenze perché sono tante le competenze che ciascuno di noi ha portato, sia politiche che professionali. La parola 'consenso' perché se siamo qui è perché siamo stati direttamente investiti dal nostro corpo elettorale".

    
"Ci sono tanti consiglieri comunali che sono passati da questi banchi - ha sottolineato Nardella -. Ne ricordo uno in particolare, Paolo Barile, uno dei più grandi giuristi del nostro paese. Lui ha svolto anche il ruolo di consigliere comunale. Lo ricordo perché quando ero un giovanissimo studente all'università mi capitava di seguire le sue lezioni e in una circostanza aveva parlato della sua esperienza in Consiglio: ne parlava con orgoglio".

     
Nardella ha ricordato il suo "primo giorno da consigliere comunale, nella primavera del 2004. Per me non è un bilancio di questi cinque anni ma un bilancio di questi 20 anni, durante i quali
Firenze è cambiata tantissimo. Vorrei ringraziare tutti i sindaci con cui ho avuto l'onore di lavorare. Questi ultimi cinque anni sono stati, se devo guardare alle quattro consiliature, i più complessi. Gli eventi mondiali hanno segnato questo nostro mandato. Abbiamo iniziato con la pandemia, le emergenze, i lockdown. Il Consiglio comunale ha saputo fronteggiare questo periodo così difficile".

"Questo è il mio pensiero finale, per me il più importante, un appello dalla nostra aula verso i popoli che oggi sono in guerra, verso le nazioni che si fanno trascinare in conflitti disumani. Mi auguro che l'appello unanime alla pace nel mondo, nel Medio Oriente, in Ucraina, in tanti altri scenari di guerra, venga raccolto. Noi dobbiamo sapere che quello che Firenze dice, ciò che Firenze fa non è mai un fatto marginale: noi abbiamo sempre una dose di attenzione speciale dal mondo verso di noi". 

"Non ho mai condiviso chi criticasse il fatto che il Consiglio di
Firenze si occupasse anche di questioni internazionali, richiamandolo ai propri compiti di governo locale -
ha aggiunto -. Il Consiglio di una città come Firenze non può non occuparsi di temi internazionali. Ricordo quando negli anni Ottanta conferì la cittadinanza onoraria a Nelson Mandela".

"Con tutto il cuore dico grazie per questi cinque anni straordinari, intensi, indimenticabili -
ha concluso Nardella rivolgendosi ai consiglieri -. Sono certo che hanno lasciato il segno nella vita della nostra comunità. Buona fortuna a tutti".
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