"Il salario minimo comunale è la rivincita dei Comuni che, in assenza di iniziative del Parlamento, hanno dovuto rimboccarsi le maniche e fare da sé. Gran parte dei sindacati sono favorevoli, il Governo per ora non si è fatto vivo". Così il sindaco di Firenze Dario Nardella intervenendo a 'Next Economy' su Giornale Radio.
Per Nardella, spiega una nota, "è falso che le amministrazioni comunali non possano avere questo spazio di libertà nello stabilire i criteri di ammissibilità per gli appalti pubblici . Oggi abbiamo salari vergognosi che vanno contro il principio costituzionale del trattamento dignitoso dei lavoratori; ben venga l'idea che i Comuni siano degli apripista e che poi lo Stato ci faccia una legge.Certo, ci vorrebbe uno Stato attento al lavoro dei Comuni, e non sempre questo avviene: spesso ci sentiamo osteggiati e veniamo vissuti come un fastidio per il Parlamento e lo Stato centrale".
Quanto al "rischio di avere un divario maggiore tra Regioni", Nardella ha sottolineato: "Il rischio ci può essere, ma il compito dello Stato è proprio questo: trasformare in legge nazionale le iniziative positive dei Comuni.Ma è sbagliato che per paura che ci siano Comuni più avanzati rispetto ad altri, si tenga tutto fermo a livello basilare".
Secondo il primo cittadino di Firenze "dobbiamo saper promuovere iniziative sui territori, tutelarle e trasformarle in leggi nazionali. Spesso succede il contrario: il Parlamento si inventa una legge, senza essere sufficientemente condivisa dalle realtà locali, e quindi non funziona.I Comuni possono essere molto utili perché sono un'avanguardia".
Per Nardella, spiega una nota, "è falso che le amministrazioni comunali non possano avere questo spazio di libertà nello stabilire i criteri di ammissibilità per gli appalti pubblici . Oggi abbiamo salari vergognosi che vanno contro il principio costituzionale del trattamento dignitoso dei lavoratori; ben venga l'idea che i Comuni siano degli apripista e che poi lo Stato ci faccia una legge.Certo, ci vorrebbe uno Stato attento al lavoro dei Comuni, e non sempre questo avviene: spesso ci sentiamo osteggiati e veniamo vissuti come un fastidio per il Parlamento e lo Stato centrale".
Quanto al "rischio di avere un divario maggiore tra Regioni", Nardella ha sottolineato: "Il rischio ci può essere, ma il compito dello Stato è proprio questo: trasformare in legge nazionale le iniziative positive dei Comuni.Ma è sbagliato che per paura che ci siano Comuni più avanzati rispetto ad altri, si tenga tutto fermo a livello basilare".
Secondo il primo cittadino di Firenze "dobbiamo saper promuovere iniziative sui territori, tutelarle e trasformarle in leggi nazionali. Spesso succede il contrario: il Parlamento si inventa una legge, senza essere sufficientemente condivisa dalle realtà locali, e quindi non funziona.I Comuni possono essere molto utili perché sono un'avanguardia".
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