'Rimaniamo testimoni di speranza' ha detto l'arcivescovo di Firenze

"Vogliamo invocare il dono dello Spirito santo perché ci aiuti a rimanere pellegrini e testimoni di speranza nel nostro mondo. La riscoperta di questa virtù della speranza come un'ancora sicura e salda, alla quale possiamo aggrapparci nelle prove della vita, è forse il dono più bello che ci è stato consegnato, come un germoglio da proteggere perché possa espandersi e fruttificare. Ci siamo resi conto in particolare di quanto sia necessario essere sostenuti dalla speranza oggi per essere autentici artigiani di pace". Lo ha detto oggi l'arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli nell'omelia proclamata ieri in Cattedrale in occasione della chiusura diocesana del Giubileo e per le celebrazioni della festa della Santa famiglia.
     
Gambelli ha anche ricordato le parole di papa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo: "Non possiamo distogliere lo sguardo da situazioni tanto drammatiche, che si riscontrano ormai ovunque, non soltanto in determinate aree del mondo. Incontriamo persone povere o impoverite ogni giorno e a volte possono essere nostre vicine di casa. Spesso non hanno un'abitazione, né il cibo adeguato per la giornata. Soffrono l'esclusione e l'indifferenza di tanti. Non dimentichiamo: i poveri, quasi sempre, sono vittime, non colpevoli".

La chiusura del Giubileo, ha poi aggiunto, "coincide con la fase della recezione del Sinodo della Chiesa universale e della nostra Chiesa italiana. La figura di Giuseppe è un bell'esempio per noi di una persona capace di camminare insieme agli altri. Proprio mettendosi all'ascolto delle persone che incontra si apre all'ascolto dello Spirito santo. La sinodalità è infatti 'il camminare insieme dei cristiani con Cristo e verso il Regno di Dio, in unione a tutta l'umanità'".

    
"Tutti noi esseri umani - ha infine detto Gambelli in conclusione dell'omelia - vaghiamo nel mondo portando ciascuno con sé la metà di un sogno. Molto probabilmente non conosci chi possiede l'altra metà del tuo sogno. Quindi, per evitare di sbagliare, sii gentile con tutti quelli che incontri".
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