Tantissime persone, cittadini di Lastra a Signa ma anche di altri comuni dell'area fiorentina, hanno assistito agli spettacoli in scena negli 11 palcoscenici allestiti nei giardini e nelle terrazze e spazi all'aperto di Villa Caruso Bellosguardo oltre alle performance teatrali e musicali itineranti, ispirate alle atmosfere felliniane de La Dolce Vita. Nel giardino all'italiana e nelle sale interne della villa spazio anche a installazioni luminose e artistiche.
Spettacoli di fuoco, luce hanno lasciato a bocca aperta il pubblico presente che ha sorriso grazie agli sketch di clown, artisti e affabulatori, equilibristi e si è meravigliato guardando gli spettacolari ei suggestivi movimenti di danza area sulle terrazze principali della Villa.
"Una prima edizione – ha spiegato il sindaco Emanuele Caporaso- che ci ha veramente soddisfatti, un lavoro corale che ha permesso di presentare Villa Caruso sotto un'altra veste: spettacoli e performance che hanno sorpreso e meravigliato il pubblico per l'alta qualità della proposta culturale. Le due serate hanno sottolineato ancora una volta il grande potenziale che ha questa Villa che può ospitare eventi di diversa vocazione e soprattutto che, a nostro parere, si deve aprire ad un pubblico popolare che possa vivere a pieno gli spazi di questo importante patrimonio storico e architettonico".
Spettacoli di fuoco, luce hanno lasciato a bocca aperta il pubblico presente che ha sorriso grazie agli sketch di clown, artisti e affabulatori, equilibristi e si è meravigliato guardando gli spettacolari ei suggestivi movimenti di danza area sulle terrazze principali della Villa.
"Una prima edizione – ha spiegato il sindaco Emanuele Caporaso- che ci ha veramente soddisfatti, un lavoro corale che ha permesso di presentare Villa Caruso sotto un'altra veste: spettacoli e performance che hanno sorpreso e meravigliato il pubblico per l'alta qualità della proposta culturale. Le due serate hanno sottolineato ancora una volta il grande potenziale che ha questa Villa che può ospitare eventi di diversa vocazione e soprattutto che, a nostro parere, si deve aprire ad un pubblico popolare che possa vivere a pieno gli spazi di questo importante patrimonio storico e architettonico".
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