Inizia l’era di Palladino, sperando sia più fortunata di quella di Italiano

Meglio un allenatore bravo o uno fortunato? Se Napoleone fosse presidente non avrebbe dubbi, opterebbe per il secondo, come faceva coi suoi generali.
 
Ecco, dunque, che dopo aver sofferto le pene dell’inferno e quando ormai sembrava tutto già finito per l’Italia, Luciano Spalletti ha strappato il pass per gli ottavi di un Europeo allo scadere, con un eurogol di Zaccagni post eurogiocata di Calafiori. E non se ne offenda il ct azzurro se diciamo che coi croati ha avuto un gran fattore C. E la mente di chi tifa Fiorentina, al netto che abbia esultato o imprecato ieri al gol dell’azzurro con la Croazia, corre subito a come Vincenzo Italiano spesso e volentieri, proprio allo scadere, abbia invece quasi sempre perso le partite che contavano.
 
Da Bowen col West Ham al El Kaabi con l’Olympiacos passando per i gol dell’Atalanta in Coppa Italia, il finale è sempre stato più o meno lo stesso, con più o meno demeriti dell’ormai ex tecnico della Fiorentina che proprio fortunato non lo si può certo definire. E vabbè, da oggi in poi sarà un problema del Bologna.
 
Nel dubbio, avessimo bisogno di due numeri al lotto potrebbe essere una buona idea evitare i consigli del ct della Croazia, che ha preso due gol al 100’ con Albania e Italia. Lui, proprio fortunato non ci sembra.
 
E poi c’è Palladino. Che rapporto avrà il neo tecnico viola con la buona sorte? Essersi trovato al posto giusto nel momento giusto può essere un indizio. In fondo Palladino allenava la Primavera del Monza e si è trovato subito in Serie A perché Stroppa perdeva sempre, mentre Italiano è dovuto partire dai dilettanti, chissà che non sia un caso o un segnale.
 
E non veniteci a dire che la fortuna o la sfortuna non esistono…Al limite potremmo accettare che il cu_o non sia così determinante, che dietro ci possa essere stata la mano divina o che semplicemente doveva andare in quel modo, a seconda che siate particolarmente credenti o fatalisti. Poi, però, ricordatevi che  centrare quei pochi centimetri di un palo sui 7,32 per 2,44 metri di porta che diventa palo-gol o palo fuori, trovare una deviazione che ti aiuta o una che ti sacrifica, un peso nello scrivere la storia lo hanno. Certo, ripensandoci, quel pallone arrivato a Zaccagni assomigliava tanto a quello che era arrivato a Kouame con l’Olympiacos, ma Zaccagni non è Kouame. E si è visto. Ecco perché, forse forse sì la fortuna e la sfortuna, i meriti e i demeriti, ma in fin dei conti la qualità ha ancora un suo peso specifico.
 
Riassumendo, la speranza è che Raffaele Palladino, oltre che bravo, sia pure fortunato, o almeno un po’ più del suo predecessore, così come che la dirigenza gli metta a disposizione dei calciatori un po’ più di qualità. In fondo è il giusto mix che permette di fare risultati.

Sponsor

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies