"L'inflazione si sta riducendo in Europa più rapidamente delle previsioni, e i mercati anticipano quelle che si immagina siano decisioni abbastanza imminenti della Banca Centrale Europea". Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, rispondendo a una domanda dei giornalisti sui tassi.
"Come è stata progressiva e graduale la crescita dal luglio del 2022 - ha detto, a margine di un convegno a Firenze -, è da attendersi una inversione di tendenza, parliamoci chiaro, dopo mesi in cui i tassi sono stati bloccati dalla Bce" Patuelli ha evidenziato che "l'Irs a 10 anni, che è molto utilizzato per i mutui, e che ha avuto il suo punto più alto il 3 ottobre con 3,52%, inferiore di circa un punto rispetto al tasso Bce; ieri l'altro sera era al 2,58%, quindi con una iduzione rilevante. Il Btp a 10 anni, che è il riferimento principe per la raccolta per il costo del denaro, che il 18 ottobre aveva toccato il suo acme con il 4,99%, l'altra sera era ridotto al 3,63%, e quindi i mercati anticipano in maniera molto rilevante l'attesa della riduzione dei tassi della Bce, che sarà poi progressiva, graduale"
Inoltre, ha detto il presidente dell'Abi, "la Banca d'Italia ha certificato ieri come nel mese di gennaio i tassi variabili abbiano visto una riduzione dei costi innanzitutto nei mutui: questo, quando lo certifica la Banca d'Italia, è un risultato inequivoco, che modestamente avevamo anticipato anche qui a Firenze a metà gennaio scorso”
"Come è stata progressiva e graduale la crescita dal luglio del 2022 - ha detto, a margine di un convegno a Firenze -, è da attendersi una inversione di tendenza, parliamoci chiaro, dopo mesi in cui i tassi sono stati bloccati dalla Bce" Patuelli ha evidenziato che "l'Irs a 10 anni, che è molto utilizzato per i mutui, e che ha avuto il suo punto più alto il 3 ottobre con 3,52%, inferiore di circa un punto rispetto al tasso Bce; ieri l'altro sera era al 2,58%, quindi con una iduzione rilevante. Il Btp a 10 anni, che è il riferimento principe per la raccolta per il costo del denaro, che il 18 ottobre aveva toccato il suo acme con il 4,99%, l'altra sera era ridotto al 3,63%, e quindi i mercati anticipano in maniera molto rilevante l'attesa della riduzione dei tassi della Bce, che sarà poi progressiva, graduale"
Inoltre, ha detto il presidente dell'Abi, "la Banca d'Italia ha certificato ieri come nel mese di gennaio i tassi variabili abbiano visto una riduzione dei costi innanzitutto nei mutui: questo, quando lo certifica la Banca d'Italia, è un risultato inequivoco, che modestamente avevamo anticipato anche qui a Firenze a metà gennaio scorso”
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