"La sanità non può essere pagata con i soldi di chi fa impresa", perché "non è nelle tasche degli industriali che si trovano le risorse per curare i cittadini". Lo afferma Massimiliano Boggetti, coordinatore della Commissione sanità di Confindustria Toscana e imprenditore nel campo dei dispositivi medici, commentando il pronunciamento della Consulta sul tema del payback sanitario, partita che in Toscana vale circa 420 milioni di euro per il periodo 2019-22
"La grossa sorpresa della Consulta è che invece di essersi espressa sui punti sollevati dal presidente del Tar del Lazio ha fatto sicuramente una pronuncia di carattere politico", dice Boggetti, che fino al dicembre scorso è stato presidente di Confindustria Dispositivi medici. "Non riesco a comprendere che una regione come la Toscana possa immaginare di curare i propri cittadini chiedendo contributi solidali alle imprese", aggiunge
Dunque, sottolinea l'imprenditore, "l'appello alla politica è di ragionare, perché non è così che un Paese si sviluppa. Siamo un Paese in difficoltà nella crescita, e non credo che introdurre meccanismi sul settore dispositivi medici così controversi ci aiuti a tornare ad essere attrattivi per avere imprenditori che vogliono venire qua in Italia a fare impresa e investire", e questo "non solo nel nostro settore", che è "forse uno dei pochi comparti rimasti in questa regione che hanno ancora la capacità di poter aiutare la crescita, e che invece di essere aiutati vengono tartassati".
"La grossa sorpresa della Consulta è che invece di essersi espressa sui punti sollevati dal presidente del Tar del Lazio ha fatto sicuramente una pronuncia di carattere politico", dice Boggetti, che fino al dicembre scorso è stato presidente di Confindustria Dispositivi medici. "Non riesco a comprendere che una regione come la Toscana possa immaginare di curare i propri cittadini chiedendo contributi solidali alle imprese", aggiunge
Dunque, sottolinea l'imprenditore, "l'appello alla politica è di ragionare, perché non è così che un Paese si sviluppa. Siamo un Paese in difficoltà nella crescita, e non credo che introdurre meccanismi sul settore dispositivi medici così controversi ci aiuti a tornare ad essere attrattivi per avere imprenditori che vogliono venire qua in Italia a fare impresa e investire", e questo "non solo nel nostro settore", che è "forse uno dei pochi comparti rimasti in questa regione che hanno ancora la capacità di poter aiutare la crescita, e che invece di essere aiutati vengono tartassati".
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