Tivoli group, gruppo fiorentino da 54,5 milioni di euro di ricavi nel 2023, attivo nella produzione di articoli di pelletteria per i brand della moda e del lusso internazionali, punta sugli Stati Uniti per espandere il portafoglio e far conoscere le opportunità di produrre in Italia con elevata qualità, esperienza artigianale e efficienza produttiva.
In particolare, Tivoli group conferma la sua attenzione per New York dove espandere il portafoglio clienti.
Da qualche mese Tivoli ha avviato una partnership con Piazza Italia, piattaforma multicanale dedicata alle eccellenze italiane per la loro espansione nel mercato Usa. Tivoli negli Usa sosterrà il Luxury & Retail Mba della New York University - Stern School of Business, con l'obiettivo di facilitare la creazione di un centro di competenze sulla realtà artigianale e industriale della supply chain italiana all'interno del Master.
"Stiamo guardando agli Stati Uniti in un contesto come quello attuale" dove c'è "la volontà dei marchi americani di elevare la loro offerta ed allo stesso tempo ridurre i rischi legati alla loro dipendenza dalla supply chain cinese - spiega l'ad Stefano Giacomelli - Siamo convinti che questo sia il momento ideale. Il messaggio a brand e designer è che in Italia possono trovare altissima qualità, consolidata esperienza, flessibilità e innovazione tecnologica. Gli investimenti degli ultimi anni ci hanno permesso di rafforzare il controllo diretto della capacità produttiva, aumentando il peso della filiera controllata, garantendo sempre lo stesso livello di qualità".
In particolare, Tivoli group conferma la sua attenzione per New York dove espandere il portafoglio clienti.
Da qualche mese Tivoli ha avviato una partnership con Piazza Italia, piattaforma multicanale dedicata alle eccellenze italiane per la loro espansione nel mercato Usa. Tivoli negli Usa sosterrà il Luxury & Retail Mba della New York University - Stern School of Business, con l'obiettivo di facilitare la creazione di un centro di competenze sulla realtà artigianale e industriale della supply chain italiana all'interno del Master.
"Stiamo guardando agli Stati Uniti in un contesto come quello attuale" dove c'è "la volontà dei marchi americani di elevare la loro offerta ed allo stesso tempo ridurre i rischi legati alla loro dipendenza dalla supply chain cinese - spiega l'ad Stefano Giacomelli - Siamo convinti che questo sia il momento ideale. Il messaggio a brand e designer è che in Italia possono trovare altissima qualità, consolidata esperienza, flessibilità e innovazione tecnologica. Gli investimenti degli ultimi anni ci hanno permesso di rafforzare il controllo diretto della capacità produttiva, aumentando il peso della filiera controllata, garantendo sempre lo stesso livello di qualità".
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