Dieci anni e sei mesi e una multa da 1.300 euro per stalking e imbrattamento. Al tribunale di Firenze è la condanna chiesta dalla pm Beatrice Giunti per un fiorentino di 58 anni che per due mesi, tra giugno e settembre 2020, avrebbe perseguitato e minacciato di morte almeno otto persone, tra cui i vicini di casa, il medico curante della madre e la ex fidanzata.
L'imputato, che vive nel quartiere di Novoli, avrebbe imbrattato con frasi offensive la tomba della parente di una dei vicini e lanciato uova contro la porta di una stazione dei carabinieri. Per questo, nel 2020, era stato sottoposto alla misura del divieto di dimora nei comuni di Firenze, Prato e Fiesole, e a quella del divieto di avvicinamento alle presunte vittime. Vietati anche i contatti con le presunte vittime.
Nel corso del processo, lo psichiatra nominato dal tribunale ha ritenuto che il 58enne, pur essendo affetto da disturbo paranoico, al momento dei fatti non era in stato di significativa alterazione. L'uomo oggi era in aula e ha offerto un risarcimento complessivo di 1900 euro al medico curante della madre e a una vicina. Ma la proposta è stata respinta dai legali di parte civile gli avvocati Paolo Florio e Donatella Casini secondo i quali l'imputato "è un manipolatore che sfrutta la malattia". La sentenza è prevista il prossimo 6 giugno.
L'imputato, che vive nel quartiere di Novoli, avrebbe imbrattato con frasi offensive la tomba della parente di una dei vicini e lanciato uova contro la porta di una stazione dei carabinieri. Per questo, nel 2020, era stato sottoposto alla misura del divieto di dimora nei comuni di Firenze, Prato e Fiesole, e a quella del divieto di avvicinamento alle presunte vittime. Vietati anche i contatti con le presunte vittime.
Nel corso del processo, lo psichiatra nominato dal tribunale ha ritenuto che il 58enne, pur essendo affetto da disturbo paranoico, al momento dei fatti non era in stato di significativa alterazione. L'uomo oggi era in aula e ha offerto un risarcimento complessivo di 1900 euro al medico curante della madre e a una vicina. Ma la proposta è stata respinta dai legali di parte civile gli avvocati Paolo Florio e Donatella Casini secondo i quali l'imputato "è un manipolatore che sfrutta la malattia". La sentenza è prevista il prossimo 6 giugno.
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