Il 56,5%degli artigiani toscani non è in grado di formulare una previsione su quelle che saranno le prospettive per l'anno 2026, il 28,8 dà un giudizio negativo e solo il 14,7% ha una visione positiva, inferiore alla media nazionale del 15,5%. Tutto ciò, probabilmente legato al fatto che la Toscana è la regione italiana con la maggiore propensione all'export, il 43,9%. È il quadro che emerge per la Toscana da un'indagine sulle aspettative per il 2026 realizzata dall'Area studi e ricerche di Cna su un campione di associati.
La Toscana, si spiega in una nota, si schiera sicuramente tra quelle regioni dove l'incertezza prevale nettamente, avvicinandosi alla media nazionale posizionata al 58,4% (i più incerti sono i piemontesi con oltre il 66%). A rafforzare il quadro la significativa percentuale di imprenditori che danno un giudizio negativo riguardo alle aspettative future che sono il 28,8% superando il valore medio italiano posizionato al 26,1%.
Sotto la media sono invece gli imprenditori toscani ottimisti che sono il 14,7% degli interpellati a fronte di un valore nazionale al 15,5%. A soffrire maggiormente l'incertezza, analizzando i dati nazionali complessivi, sono quelle regioni con una maggiore propensione all'export e tra queste la Toscana gode del primo posto con il 43,9% a fronte di una percentuale media del 28,3%, seconda è l'Emilia Romagna con il 42,1% terza il Veneto con il 39,8 (calcolati su dati Istat come incidenza percentuale delle esportazioni sul Pil).
"Un'incertezza profonda che non permette di fare previsioni né a breve, né a lungo termine - afferma il presidente di Cna Toscana Luca Tonini -. Ne avevamo già la sensazione parlando con i nostri associati, adesso è arrivata la conferma, grazie alla ricerca del nostro centro studi. Il pessimismo e l'incertezza in Toscana sono direttamente legati alla propensione all'export della nostra regione che è la più alta del territorio italiano". Secondo Tonini "la complessità dello scenario internazionale per noi è determinante. Tra dazi veri o presunti, guerre, aumento dei costi di energia e materie prime, noi toscani siamo penalizzati più di altri".
La Toscana, si spiega in una nota, si schiera sicuramente tra quelle regioni dove l'incertezza prevale nettamente, avvicinandosi alla media nazionale posizionata al 58,4% (i più incerti sono i piemontesi con oltre il 66%). A rafforzare il quadro la significativa percentuale di imprenditori che danno un giudizio negativo riguardo alle aspettative future che sono il 28,8% superando il valore medio italiano posizionato al 26,1%.
Sotto la media sono invece gli imprenditori toscani ottimisti che sono il 14,7% degli interpellati a fronte di un valore nazionale al 15,5%. A soffrire maggiormente l'incertezza, analizzando i dati nazionali complessivi, sono quelle regioni con una maggiore propensione all'export e tra queste la Toscana gode del primo posto con il 43,9% a fronte di una percentuale media del 28,3%, seconda è l'Emilia Romagna con il 42,1% terza il Veneto con il 39,8 (calcolati su dati Istat come incidenza percentuale delle esportazioni sul Pil).
"Un'incertezza profonda che non permette di fare previsioni né a breve, né a lungo termine - afferma il presidente di Cna Toscana Luca Tonini -. Ne avevamo già la sensazione parlando con i nostri associati, adesso è arrivata la conferma, grazie alla ricerca del nostro centro studi. Il pessimismo e l'incertezza in Toscana sono direttamente legati alla propensione all'export della nostra regione che è la più alta del territorio italiano". Secondo Tonini "la complessità dello scenario internazionale per noi è determinante. Tra dazi veri o presunti, guerre, aumento dei costi di energia e materie prime, noi toscani siamo penalizzati più di altri".
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