Ne ha dato l'annuncio l'Accademia della Crusca. Cordoglio anche dell'Università di Firenze

E' morto la notte scorsa a Firenze, città dove era nato il 21 aprile del 1923, il linguista Piero Fiorelli. A darne notizia l'Accademia della Crusca di cui era il decano. "La Crusca e la comunità scientifica perdono con Fiorelli uno studioso di grandissimo valore e di immensa e ininterrotta produzione" spiega l'Accademia.
    
La nomina di Fiorelli a socio corrispondente dell'Accademia avvenne nel 1970, "ben presto passò nel ruolo di accademico ordinario (1972); ha svolto la funzione di accademico segretario sotto le presidenze di Giovanni Nencioni, Francesco Sabatini e Nicoletta Maraschio ed è stato un punto di riferimento nella formazione di molti giovani studiosi. Anche negli ultimi anni, Fiorelli ha partecipato attivamente alla vita dell'Accademia, dove nell'aprile 2023 festeggiò il suo centesimo compleanno".

    
A tutti, conclude l'Accademia, "mancherà la sua presenza assidua, schiva, riservata e il ricordo della sua esemplare figura di giurista, di linguista e di uomo continuerà a guidarci e a illuminarci anche in futuro. Non lo dimenticheremo mai".

    
Fiorelli è stato anche storico del diritto italiano all'Università di Firenze, e fondatore e primo direttore dell'Istituto per la documentazione giuridica del Cnr. Tra le sue opere 'La tortura giudiziaria del diritto comune'. E' stato inoltre uno dei coautori di Dop, Dizionario di ortografia e pronuncia.
Domani, dalle 11 alle 17 sarà allestita una camera ardente nella sede della Crusca a Firenze.
    
Cordoglio è stato espresso anche dall'Ateneo di Firenze dove Fiorelli si era formato e dove tornò a insegnare negli anni '60 dopo essere stato docente all'Università di Roma La Sapienza e Trieste, ricoprendo la prima cattedra sulla storia del diritto italiano a Giurisprudenza facendo lezione fino al 1996.

    
"Allievo di Francesco Calasso, è stato storico del diritto e della procedura penale; in dialogo con filosofi, giuristi e linguisti, si è particolarmente dedicato allo studio della lingua giuridica con ininterrotta applicazione alla ricerca scientifica" ricorda ancora l'Ateneo che conclude: "Uomo schivo e riservato, figura indimenticabile di storico e punto di riferimento per studiosi di ogni generazione, è stato capace di trasmettere valori ed esperienze, in stretta connessione fra il passato e il futuro".
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