Il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, sarà posata la prima pietra d'inciampo a Scandicci, all'ingresso della Villa di Castelpulci, oggi sede della Scuola superiore della magistratura, in passato ospedale psichiatrico. La pietra è dedicata a Rebecca Corinna Mieli, 78 anni, che era una delle pazienti dell'ospedale psichiatrico da dove fu prelevata e poi deportata ad Auschwitz: soravvisse poco più di 40 giorni. Il 30 gennaio Rebecca Corinna Mieli sarà ricordata anche con un'iniziativa pubblica all'auditorium di piazzale della Resistenza a Scandicci.
La pietra d'inciampo dedicata a Rebecca Corinna Mieli, nata a Livorno il 19 febbraio 1866, sarà posata nel corso di una cerimonia a cui si potrà accedere su invito. La donna fu prelavata il 20 maggio 1944, trasferita nel campo di Fossoli e poi deportata ad Auschwitz dove morì il 30 giugno sucessivo. La sua storia, fino a oggi rimasta nell'ombra, è stata portata alla luce grazie al lavoro degli alunni della scuola media Rodari di Scandicci, che hanno condotto una ricerca negli archivi storici - a partire da quelli dello Yad Vashem - sotto la guida di Barbara Trevisan, ex docente di scuola e componente del Comitato della memoria di Scandicci.
I ragazzi racconteranno la figura di Rebecca, e il lavoro che hanno portato avanti, con una 'performance della memoria', che andrà in scena il 27 gennaio a Castelpulci e poi il 30 gennaio in auditorium. "E' possibile - spiega Trevisan - che come accadeva spesso Rebecca sia stata veduta ai nazisti con una soffiata, in cambio di una ricompensa. Ritengo che sia estremamente importante dare un nome a queste persone - prosegue - perché, come diceva Isabel Allende, fino a che rimane il ricordo nessuno muore definitivamente".
"La posa della prima pietra d'inciampo a Scandicci rappresenta per la nostra comunità un momento di grande valore civile - afferma la sindaca Claudia Sereni -. Ricordare Rebecca Corinna Mieli significa restituire un nome, un volto e una storia a una donna che è stata vittima dell'orrore nazifascista anche nella sua estrema fragilità. È un gesto che ci richiama alla responsabilità della memoria, soprattutto oggi, in un contesto internazionale segnato da guerre e negazione dei diritti umani, che ci dimostra come tragedie che pensavamo appartenere al passato possano purtroppo ripetersi".
La pietra d'inciampo dedicata a Rebecca Corinna Mieli, nata a Livorno il 19 febbraio 1866, sarà posata nel corso di una cerimonia a cui si potrà accedere su invito. La donna fu prelavata il 20 maggio 1944, trasferita nel campo di Fossoli e poi deportata ad Auschwitz dove morì il 30 giugno sucessivo. La sua storia, fino a oggi rimasta nell'ombra, è stata portata alla luce grazie al lavoro degli alunni della scuola media Rodari di Scandicci, che hanno condotto una ricerca negli archivi storici - a partire da quelli dello Yad Vashem - sotto la guida di Barbara Trevisan, ex docente di scuola e componente del Comitato della memoria di Scandicci.
I ragazzi racconteranno la figura di Rebecca, e il lavoro che hanno portato avanti, con una 'performance della memoria', che andrà in scena il 27 gennaio a Castelpulci e poi il 30 gennaio in auditorium. "E' possibile - spiega Trevisan - che come accadeva spesso Rebecca sia stata veduta ai nazisti con una soffiata, in cambio di una ricompensa. Ritengo che sia estremamente importante dare un nome a queste persone - prosegue - perché, come diceva Isabel Allende, fino a che rimane il ricordo nessuno muore definitivamente".
"La posa della prima pietra d'inciampo a Scandicci rappresenta per la nostra comunità un momento di grande valore civile - afferma la sindaca Claudia Sereni -. Ricordare Rebecca Corinna Mieli significa restituire un nome, un volto e una storia a una donna che è stata vittima dell'orrore nazifascista anche nella sua estrema fragilità. È un gesto che ci richiama alla responsabilità della memoria, soprattutto oggi, in un contesto internazionale segnato da guerre e negazione dei diritti umani, che ci dimostra come tragedie che pensavamo appartenere al passato possano purtroppo ripetersi".
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