Il candidato alle Europee per la circoscrizione centro è anche un grande allenatore di calcio. Al nostro canale, oltre a fare un pronostico sulla finale di Atene, svela quale sarà il suo prossimo futuro in panchina

Ma lasciamo per un momento il Pirozzi politico e concentriamoci sulla sua seconda grande passione: il calcio. Allenatore professionista "UEFA B", vanta tra le squadre allenate Rieti, Viterbese, Trastevere, Ascoli e Alessandria. Insomma, una carriera niente male. Ma non c'era da stupirsi per un uomo che ha messo il gruppo, l'importanza della collaborazione e il sostegno reciproco al centro di tutto per raggiungere i suoi obiettivi.

Immancabile, vista la sua grande esperienza nel settore, la domanda su quanto finirà la finale di Conference League della Fiorentina. E al nostro canale, il politico-allenatore ci spiega anche le similarità tra il mondo della politica e quello del calcio.

Visto che è anche un grande allenatore di calcio, ci sono delle similarità tra questo mondo e quello della politica?

"Sì, qualche cosa c'è. Il calcio è più meritocrazia, anche se la differenza non la fa solo l'allenatore. E' un sistema che funziona se c'è un gruppo, se c'è un'unità d'intenti, se c'è un linguaggio comune. La politica da questo punto di vista cambia il linguaggio comune in base al momento. La similitudine sono le curve nel senso che chi va in curva andrà sempre a prescindere da come gioca la squadra. E la politica oggi cerca di fare le curve: fidelizzare il proprio elettore su argomenti che poco centrano con la competizione elettorale cercando di allontanare tutto l'altro pubblico che viene sì a vedere la partita perché tifoso della squadra, ma ci viene anche con un occhio critico. Se giochi bene apprezza il tuo gioco, se giochi male può essere che non viene più a vedere la partita".

Impossibile non chiederle un pronostico sulla finale di Conference League della Fiorentina. Quanto finisce?

"Io ho sempre fatto il tifo per qualsiasi squadra italiana impegnata nelle competizioni europee. Mi auguro che la Fiorentina possa vincere, anche se andrà a giocare praticamente fuori casa e questo può pesare. Penso però che abbia la possibilità di portare a casa questa coppa e questo sarebbe straordinario e ti dico il perché: vittoria della Fiorentina che si accoppia con quella dell'Atalanta e il 9 sera quando si chiudono le urne io riesco a prendere in Toscana 105 voti, garantendomi così la pensione".

Una dote e un'abilità che ruberebbe a Vincenzo Italiano?

"Lui ha un po' la storia simile alla mia perché entrambi siamo partiti dal basso. Entrambi abbiamo fatto la gavetta. Entrambi siamo pelati. Rappresenta un uomo che si è fatto da solo".

Qual è il calciatore della Fiorentina attuale che vorrebbe allenare?

"Mi piace molto Nico Gonzalez. Se sta bene è un'ira di Dio, purtroppo è stato colpito da diversi infortuni. Gli esterni che saltano l'uomo, che hanno capacità tecniche: questi sono quelli che piacciano a me. Oltre a lui ti dico anche il capitano Biraghi".

Il prossimo anno che squadra allenerà?

"Ancora non lo so. E' chiaro che il lavoro mio è quello dell'allenatore. Cercherò di andare ad allenare da qualche parte. Quest'anno ho sbagliato io ad andare ad Alessandria. Vorrei una situazione che si addice alla mia storia, al mio concetto di gruppo, al mio concetto di serietà. Io vivo di questo, di grandi emozioni e ti dico anche che questa cavalcata delle Europee per me è un'emozione grandissima".

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