Mobilitazione contro lo sfruttamento e per i 5 sì al referendum

Presidio questa mattina a Firenze, davanti alla Prefettura, promosso dalla Flai Cgil nell'ambito della mobilitazione nazionale "Dai campi al voto" contro caporalato e sfruttamento, e per promuovere i cinque sì ai referendum dell’8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza.
     
Quello del caporalato "è un fenomeno che si sta strutturando sempre di più nel nostro territorio, nonostante ci sia un'agricoltura di alta qualità. C'è una tendenza che si sta affermando anche nel settore agricolo, quella degli appalti, dove a volte si annida il caporalato", denuncia il segretario della Flai Cgil
Firenze, Francesco Baccanelli.
     
In tutta la provincia di
Firenze i lavoratori sono circa 10mila, di cui l'85% è personale precario, a tempo determinato. "Quindi - aggiunge Baccanelli - in una condizione di ricattabilità. Inoltre molti sono immigrati, non tutti hanno il permesso di soggiorno e perciò maggiormente 'sfruttabili'. Una condizione legata alla legge Bossi-Fini, che andrebbe cancellata".
     
La principale richiesta che arriva dal sindacato è quella dell'applicazione della legge 199 del 2016, che prevede l'attivazione in ogni provincia di una sezione del lavoro agricolo di qualità, dove si incontrano tutte le parti sociali: dai datori di lavoro ai sindacati passando per Inps e Agenzie delle entrate. "Da noi è stata istituita a gennaio 2024, dovevamo vederci a maggio dello scorso anno per fare una mappatura della situazione e invece non si è più riunita. Noi vogliamo che questa sezione lavori per intervenire sul fronte della prevenzione rispetto alla situazione che abbiamo anche noi sul territorio".

    
La mobilitazione riguarda anche i referendum dell'8 e 9 giugno. "Si parla di riduzione della precarietà e diritto di cittadinanza. Se riusciamo a raggiungere il quorum e a cancellare determinate norme - conclude Baccanelli - avremo più forza per contrastare questi fenomeni di sfruttamento".


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