Sudd Cobas in piazza: 'Sono il museo più visitato d'Italia, è ora che i precari vengano stabilizzati'

Mostrando un grande striscione con scritto 'Basta vite precarie', i lavoratori precari dei musei fiorentini hanno inscenato ieri pomeriggio un presidio nel piazzale degli Uffizi. Un centinaio i partecipanti, spiega in una nota il sindacato Sudd Cobas che ha organizzato l'iniziativa, con la presenza anche di semplici cittadini "che evidentemente hanno chiaro che la vertenza di questi lavoratori riguarda tutta la città: l'economia turistica di Firenze non può continuare a fondarsi su lavoro povero e precario".
    
"Le aziende che gestiscono l'appalto continuano a fare orecchie da mercante alle richieste di incontro del sindacato - prosegue Sudd Cobas -. Ma ancora più gravi sono il silenzio e le responsabilità del ministero della Cultura. E' indecente che in un appalto pubblico si possa trascorrere una vita tra co.co.pro e contratti a scadenza, e poi essere liquidati per fare posto a lavoratori ancora più precari".

"C'è bisogno di superare completamente il modello con cui gli appalti dei musei fiorentini sono stati portati avanti negli ultimi venti anni, e che ha prodotto un esercito di precari, oltre a dividere tra lavoratori di serie A e serie B che svolgono le stesse mansioni con contratti e salari diversi".

Secondo il sindacato, "le Gallerie degli Uffizi non conoscono crisi, confermandosi il museo più visitato d'Italia con cinque milioni di visitatori annui e battendo ogni anno i record di incassi. E' l'ora che conoscano anche il rispetto della dignità e dei diritti di chi lavora. E' l'ora che tutti i precarie e le precarie vengano stabilizzati". Il sindacato chiede "una forte presa di posizione anche da parte del direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde, committente dell'appalto. Non c'è cultura senza rispetto dei diritti di chi lavora".

Nei prossimi giorni, annuncia Sudd Cobas, "una delegazione sarà ricevuta dall'assessore del Comune di Firenze Dario Danti. Al Comune, come alla Regione Toscana, chiediamo di sostenere questa battaglia di civiltà per i musei del nostro territorio".
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