Sciopero regionale per l'intero turno e presidio a Firenze davanti alla sede di Confindustria dei lavoratori del settore telecomunicazioni per il rinnovo del contratto, scaduto da più di due anni; oltre 5mila le persone coinvolte in Toscana, un centinaio i presenti alla mobilitazione promossa da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil su scala nazionale.
"A dicembre 2025 finirebbe il triennio di vigenza del contratto che stiamo provando a rinnovare - spiega Giulia Magrini della Slc Cgil -. La 'scusa' delle controparti è il fatto che il settore è in crisi e in profonda riorganizzazione perché Tim ha venduto la rete il primo luglio del 2024, Vodafone invece si è fusa con Fastweb. Per quanto ci riguarda, insistiamo nel dire che la riorganizzazione delle capofila e la ristrutturazione del settore debba viaggiare su un binario diverso rispetto a quello del salario".
"Viene messo a rischio un intero comparto produttivo", sottolinea Silvia Cosci della Fistel Cisl, che ricorda come siano coinvolti anche i call center per il servizio clienti, esternalizzati, "tra l'altro sempre con gare al massimo ribasso". "Se questi servizi vengono gestiti in modo corretto è anche grazie al fatto" che gli addetti "hanno buoni diritti e delle buone condizioni di lavoro", aggiunge Cosci, invitando le istituzioni "a intervenire ed essere al nostro fianco".
Alla fine del presidio una delegazione sindacale è stata ricevuta nella sede di Confindustria Toscana. "Abbiamo illustrato le ragioni della protesta e si sono resi disponibili a portare le nostre istanze con chi sta all'interno di Astel, pur nei limiti delle loro competenze - spiega Sonia Grazzini, segretaria regionale Uilcom Uil -. Siamo a parlare di un contratto scaduto da 27 mesi, quando dovremmo preparare la piattaforma per il contratto nuovo. Il nostro era un settore strategico e oggi è in forte crisi, con la sostenibilità economica di molte famiglie messa a rischio". Secondo i sindacati l'adesione allo sciopero, su scala nazionale, è stata superiore al 70%.
"A dicembre 2025 finirebbe il triennio di vigenza del contratto che stiamo provando a rinnovare - spiega Giulia Magrini della Slc Cgil -. La 'scusa' delle controparti è il fatto che il settore è in crisi e in profonda riorganizzazione perché Tim ha venduto la rete il primo luglio del 2024, Vodafone invece si è fusa con Fastweb. Per quanto ci riguarda, insistiamo nel dire che la riorganizzazione delle capofila e la ristrutturazione del settore debba viaggiare su un binario diverso rispetto a quello del salario".
"Viene messo a rischio un intero comparto produttivo", sottolinea Silvia Cosci della Fistel Cisl, che ricorda come siano coinvolti anche i call center per il servizio clienti, esternalizzati, "tra l'altro sempre con gare al massimo ribasso". "Se questi servizi vengono gestiti in modo corretto è anche grazie al fatto" che gli addetti "hanno buoni diritti e delle buone condizioni di lavoro", aggiunge Cosci, invitando le istituzioni "a intervenire ed essere al nostro fianco".
Alla fine del presidio una delegazione sindacale è stata ricevuta nella sede di Confindustria Toscana. "Abbiamo illustrato le ragioni della protesta e si sono resi disponibili a portare le nostre istanze con chi sta all'interno di Astel, pur nei limiti delle loro competenze - spiega Sonia Grazzini, segretaria regionale Uilcom Uil -. Siamo a parlare di un contratto scaduto da 27 mesi, quando dovremmo preparare la piattaforma per il contratto nuovo. Il nostro era un settore strategico e oggi è in forte crisi, con la sostenibilità economica di molte famiglie messa a rischio". Secondo i sindacati l'adesione allo sciopero, su scala nazionale, è stata superiore al 70%.
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