Nel II trimestre 2024 la produzione industriale della Toscana è ancora in calo e con un trend peggiore della media nazionale (-3,8% contro -3,0%). Secondo l'ultima nota congiunturale dell'Irpet, "sul sistema regionale hanno continuato a pesare le difficoltà del comparto moda, e in particolare, quelle delle filiere più legate alle produzioni di lusso", mentre l'export nello stesso periodo è cresciuto del 14%, contro il +0,6% registrato a livello nazionale.
Secondo l'Irpet, a crescere sopra la media regionale nel primo semestre sono state soltanto quattro macro-specializzazioni produttive: i gioielli (+106%), i prodotti dell'industria agroalimentare (+22,3%), i prodotti farmaceutici (+44,6%) e i macchinari (15,7%). "La forte concentrazione della crescita su poche produzioni e imprese - sostengono i ricercatori - ha contribuito a limitare la capacità di trasmissione dello shock di domanda estera all'intero sistema industriale regionale".
Nonostante la riduzione della domanda, la dinamica degli addetti dipendenti mostra ancora una variazione positiva rispetto allo stesso periodo del 2023 (34mila dipendenti in più, pari a +2,6%). La crescita osservata è stata determinata dal lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato o di apprendistato), 33mila in più rispetto al corrispondente trimestre del 2023 a fronte di un aumento inferiore alle mille unità per i contratti a termine.
Secondo l'Irpet, a crescere sopra la media regionale nel primo semestre sono state soltanto quattro macro-specializzazioni produttive: i gioielli (+106%), i prodotti dell'industria agroalimentare (+22,3%), i prodotti farmaceutici (+44,6%) e i macchinari (15,7%). "La forte concentrazione della crescita su poche produzioni e imprese - sostengono i ricercatori - ha contribuito a limitare la capacità di trasmissione dello shock di domanda estera all'intero sistema industriale regionale".
Nonostante la riduzione della domanda, la dinamica degli addetti dipendenti mostra ancora una variazione positiva rispetto allo stesso periodo del 2023 (34mila dipendenti in più, pari a +2,6%). La crescita osservata è stata determinata dal lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato o di apprendistato), 33mila in più rispetto al corrispondente trimestre del 2023 a fronte di un aumento inferiore alle mille unità per i contratti a termine.
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