Cinque pagine e 15 punti per 'La Toscana che vogliamo'. Un documento, rivolto alle forze politiche e ai candidati alla presidenza della Regione, con cui, spiega il segretario Uil Toscana Paolo Fantappiè, "vogliamo contribuire ad un confronto concreto sul rilancio dell'economia, del lavoro, dello sviluppo in Toscana".
Fantappiè ricorda la "fase di stagnazione economica che si riflette in maniera evidente sul tessuto produttivo regionale" con la crisi strutturale di "comparti tradizionali come moda, pelletteria, cuoio, calzature e tessile", a cui si affianca il lavoro povero, "con 250mila lavoratori che percepiscono meno di mille euro netti al mese. Una condizione legata in larga parte alla diffusione di appalti e subappalti, alla predominanza del settore turistico e dei servizi", con i giovani "spesso costretti al trasferimento per raggiungere l'indipendenza economica e abitativa".
Dalla Uil arriva poi la richiesta di un "patto tra associazioni datoriali, sindacati e Regione, che deve fare da garante. È fondamentale estendere l'applicazione dei contratti aziendali, integrativi, di filiera e territoriali, presenti solo nel 23% delle imprese toscane", così da rilanciare i consumi interni. Sul fronte infortuni sul lavoro il sindacato sollecita un "piano straordinario di prevenzione, formazione e vigilanza, con risorse dedicate e responsabilità chiare per le imprese". Per quanto riguarda l'energia, la Uil parla di geotermia come "risorsa unica", da potenziare insieme alle altre energie rinnovabili, con un piano regionale ad hoc, "per creare occupazione qualificata e per una transizione ecologica che sia davvero sostenibile e partecipata dalle comunità locali".
Nel documento si parla anche di sanità, "servono investimenti sul personale, per ridurre liste d'attesa e carichi di lavoro" e sociale "è indispensabile destinare maggiori risorse alle famiglie che assistono persone non autosufficienti, abbattendo al contempo le rette delle Rsa".
E poi la questione abitativa, con "finanziamenti per agevolare il pagamento degli affitti", quindi "ridurre i canoni attraverso forme concordate e defiscalizzate e rilanciare un piano di edilizia residenziale pubblica. Inoltre vanno immediatamente messi a disposizione gli alloggi regionali che risultano inutilizzabili per carenze manutentive".
Fantappiè ricorda la "fase di stagnazione economica che si riflette in maniera evidente sul tessuto produttivo regionale" con la crisi strutturale di "comparti tradizionali come moda, pelletteria, cuoio, calzature e tessile", a cui si affianca il lavoro povero, "con 250mila lavoratori che percepiscono meno di mille euro netti al mese. Una condizione legata in larga parte alla diffusione di appalti e subappalti, alla predominanza del settore turistico e dei servizi", con i giovani "spesso costretti al trasferimento per raggiungere l'indipendenza economica e abitativa".
Dalla Uil arriva poi la richiesta di un "patto tra associazioni datoriali, sindacati e Regione, che deve fare da garante. È fondamentale estendere l'applicazione dei contratti aziendali, integrativi, di filiera e territoriali, presenti solo nel 23% delle imprese toscane", così da rilanciare i consumi interni. Sul fronte infortuni sul lavoro il sindacato sollecita un "piano straordinario di prevenzione, formazione e vigilanza, con risorse dedicate e responsabilità chiare per le imprese". Per quanto riguarda l'energia, la Uil parla di geotermia come "risorsa unica", da potenziare insieme alle altre energie rinnovabili, con un piano regionale ad hoc, "per creare occupazione qualificata e per una transizione ecologica che sia davvero sostenibile e partecipata dalle comunità locali".
Nel documento si parla anche di sanità, "servono investimenti sul personale, per ridurre liste d'attesa e carichi di lavoro" e sociale "è indispensabile destinare maggiori risorse alle famiglie che assistono persone non autosufficienti, abbattendo al contempo le rette delle Rsa".
E poi la questione abitativa, con "finanziamenti per agevolare il pagamento degli affitti", quindi "ridurre i canoni attraverso forme concordate e defiscalizzate e rilanciare un piano di edilizia residenziale pubblica. Inoltre vanno immediatamente messi a disposizione gli alloggi regionali che risultano inutilizzabili per carenze manutentive".
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