Arriva “Radio Bruno – Chiamala per nome! 1976-2026”: scritto da Marcello Targi con la partecipazione di Clarissa Martinelli e Pierluigi Senatore, racconta mezzo secolo di momenti indimenticabili

Cinquanta anni di radio raccontati attraverso immagini, testimonianze, retroscena e ricordi. È questo lo spirito di "Radio Bruno – Chiamala per nome! 1976-2026", il volume celebrativo pubblicato da Giunti in occasione del mezzo secolo dell'emittente fondata da Gianni Prandi. Un libro che non si limita a ripercorrere la storia di una radio, ma racconta l'evoluzione di un modo di comunicare che, dagli anni Settanta a oggi, ha saputo entrare nella quotidianità di milioni di ascoltatori.

Il volume è stato scritto da Marcello Targi, giornalista, scrittore e profondo conoscitore del mondo della radio e della musica, autore di numerosi saggi dedicati alla comunicazione e allo spettacolo. Alla realizzazione del libro hanno partecipato anche Clarissa Martinelli, giornalista e conduttrice di Radio Bruno, tra i volti e le voci più riconoscibili dell'emittente e protagonista dei principali programmi e degli eventi dal vivo, e Pierluigi Senatore, giornalista, speaker radiofonico e autore, voce storica di Radio Bruno, da decenni impegnato nel racconto di concerti, spettacoli e grandi eventi musicali. Grazie al loro contributo, il volume raccoglie ricordi, testimonianze e materiali che ripercorrono cinquant'anni di storia dell'emittente.

Sfogliando le pagine si torna alle origini, quando tutto nasce da un sogno, da un garage e da tanta passione. La prima sede, le apparecchiature artigianali, gli esperimenti con le frequenze e quella voglia di fare radio in un'epoca in cui bastavano un mixer, un giradischi e tanta determinazione. È un viaggio che racconta come un progetto nato quasi per gioco sia diventato oggi una delle realtà radiofoniche più importanti d'Italia.

Il libro ripercorre poi gli anni della crescita, quelli in cui Radio Bruno inizia a uscire dagli studi per incontrare il proprio pubblico. Concerti, piazze, festival ed eventi diventano il marchio di fabbrica dell'emittente. Tra le pagine trovano spazio fotografie d'epoca, manifesti originali e ritagli di giornale che raccontano appuntamenti rimasti nella memoria collettiva, come il concerto di Vasco Rossi a Carpi del 1985, organizzato proprio da Radio Bruno davanti a migliaia di persone.

Non manca poi la narrazione dell'evoluzione tecnologici. Dai primi studi analogici all'arrivo dei computer, dell'MP3, dell'automazione e della radio digitale, il volume mostra come l'emittente abbia saputo cambiare restando però fedele alla propria identità. Un'identità sintetizzata perfettamente in una delle frasi che campeggiano tra le pagine: «È una radio che esce e va a incontrare le persone, specie nelle piazze». Un concetto che racconta meglio di qualsiasi slogan il legame costruito negli anni con il territorio.

Le fotografie hanno un ruolo centrale. Non sono semplici immagini d'archivio, ma frammenti di storia che raccontano incontri con grandi artisti, studi radiofonici, backstage e momenti che hanno accompagnato intere generazioni di ascoltatori. Ogni pagina restituisce il senso di un percorso fatto di musica, informazione e presenza costante sul territorio.

Dietro alle oltre 250 pagine del volume c'è stato un lungo ed entusiasmante lavoro di ricerca e ricostruzione storica. «Sono stato coinvolto perché, a livello locale, sono considerato un buon conoscitore sia del mondo della radio che di quello della musica», racconta Marcello Targi. Da gennaio è iniziato un lavoro costante insieme al gruppo che ha curato il progetto per mettere ordine a cinquant'anni di storia. «Una radio vive ogni giorno in diretta e, a differenza di un libro, non aveva mai raccontato davvero il proprio passato. Abbiamo dovuto ricostruire ricordi, verificare date e incrociare testimonianze per dare forma a una narrazione il più possibile fedele».

Fin dall'inizio Targi aveva un obiettivo preciso: evitare un semplice volume celebrativo. «Avevo detto a Gianni Prandi di non realizzare un libro troppo autocelebrativo e lui era assolutamente d’accordo
L'idea era quella di intrecciare la storia di Radio Bruno con quella dell'Italia e degli eventi che hanno attraversato questi cinquant'anni». Una scelta che ha permesso di inserire nel racconto non solo la crescita dell'emittente, ma anche i grandi momenti che hanno segnato il Paese, rendendo il volume interessante anche per chi non è un ascoltatore abituale.

Le difficoltà maggiori hanno riguardato soprattutto i primi anni di vita della radio. «Recuperare gli aneddoti delle origini non è stato semplice. Gianni Prandi è sempre stato attentissimo ai dettagli e ci teneva che ogni episodio fosse raccontato nel modo corretto». Tra i ricordi più affascinanti ci sono quelli delle trasmissioni pionieristiche, dei primi trasmettitori costruiti quasi artigianalmente e perfino di quello che esplose pochi mesi dopo la nascita dell'emittente, facendo temere che l'avventura fosse già finita.

Con il passare degli anni il lavoro è diventato più semplice grazie al prezioso archivio fotografico. «Le immagini sono state fondamentali. Dagli anni Ottanta in poi ogni fotografia è diventata una traccia che ci ha aiutato a ricostruire episodi, concerti e incontri. Attorno a quelle immagini ho cercato di costruire una storia che raccontasse non solo Radio Bruno, ma anche il contesto storico in cui è cresciuta».

Nel libro trovano spazio anche i momenti più difficili affrontati dal territorio. Dalle alluvioni ai terremoti che hanno colpito l'Emilia-Romagna, Radio Bruno ha saputo trasformarsi, quando necessario, in una vera radio di servizio. «È stato interessante raccontare anche queste pagine: le raccolte fondi, la solidarietà e il ritorno a trasmettere dai container quando gli studi erano inagibili. Sono episodi che spiegano meglio di qualsiasi definizione quale sia stato il rapporto tra Radio Bruno e il proprio pubblico».

"Radio Bruno – Chiamala per nome! 1976-2026" è quindi molto più di un libro celebrativo. È il racconto di cinquant'anni di radio italiana attraverso gli occhi di chi quella storia l'ha vissuta e ricostruita con pazienza, documenti e testimonianze. Un volume pensato per gli ascoltatori di ieri e di oggi, ma anche per chi vuole capire come una piccola emittente nata in un garage sia riuscita, grazie alla passione, alla credibilità e al rapporto con il territorio, a diventare una delle radio più amate del Paese.
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