La risposta in Consiglio al consigliere Tomasi sul finanziamento della misura

"Ci sono due tipi di finanziamento per Arti: le risorse destinate al funzionamento e al personale dell'agenzia, per la maggior parte da fondi nazionali; e finanziamenti specifici per le politiche attive per il lavoro. L'utile a cui ho attinto per i 23 milioni fanno parte esclusivamente del primo punto e non del secondo, quindi è un altro capitolo". Lo ha detto Alberto Lenzi, assessore al lavoro della Regione Toscana, rispondendo a un'interrogazione del portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi (Fdi) sul finanziamento della misura del reddito di inserimento lavorativo e degli avanzi di Arti.
    
Nell'atto, Tomasi chiede a Lenzi il motivo per cui tale cifra, circa 23 milioni di euro, non risulta essere stata spesa per portare a compimenti gli obiettivi prefissati nel patto per il lavoro e il motivo per cui Arti e Regione Toscana non abbiano provveduto a investire tutte le risorse previste dal patto per il lavoro.

"Credo che non ci siano problemi nel sostenere con forza, e da parte di tutti, una politica volta a ricollocare coloro che sono stati licenziati", ha concluso Lenzi. Nella replica Tomasi ha detto che "finalmente si sta cercando di capire in cosa si sostanzia questo reddito di cittadinanza" perché "in sede di bilancio si parlava di 23 milioni" e "uno si domanda perché non erano stati spesi 23 milioni per le politiche attive".

Parlando poi della misura introdotta dalla Regione Toscana, Tomasi ha sostenuto che si tratta di un "contributo da 500 euro per nove mensilità per chi partecipa a un corso di formazione, misura che esista già e si chiama Gol", garanzia di occupabilità dei lavoratori. "Non si può fare altro - conclude Tomasi - è una politica che già esiste e si chiama programma Gol".
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