Confcommercio stima un giro d'affari da 315 milioni di euro

Più clienti, ma meno spesa: la moda torna a vendere soprattutto con gli sconti. Torna in auge l'acquisto nel negozio, anziché su Internet, grazie ai consigli diretti degli addetti alle vendite. Così le previsioni di Confcommercio per i saldi invernali in Toscana, al via dal 3 gennaio.      

Aumenta la quota di residenti che acquisterà abbigliamento e calzature in saldo (62% contro il 61% dello scorso anno e il 57% del 2024), ma il budget medio continuerà a ridursi, attestandosi a 139 euro a persona, contro i 140 del 2025 e i 142 del 2024. Un segnale che, secondo Confcommercio Toscana, conferma la perdurante contrazione dei consumi e una stagione di vendite rivelatasi complessivamente fiacca.        

In generale, secondo le previsioni dell'organizzazione di categoria saranno oltre 2 milioni i toscani che approfitteranno degli sconti generando un volume di affari complessivo stimato in oltre 315 milioni di euro, in lieve aumento rispetto ai circa 313 milioni del 2025. Alle spese dei residenti si sommeranno quelle dei turisti.      

"I numeri non raccontano un trionfo - sottolinea il presidente di Federmoda Confcommercio Toscana, Paolo Mantovani - perché chi acquisterà durante i saldi potrebbe non averlo fatto nel corso della stagione ordinaria, che è stata piuttosto debole in tutte le fasce di mercato, dall'alta moda alle catene low cost. Anche nel periodo pre-natalizio, fatta eccezione per qualche regalo importante e per gli accessori di prezzo più contenuto, molti clienti sono entrati in negozio per osservare le collezioni, rimandando l'acquisto ai saldi".       

In città d'arte e principali località turistiche della regione le aspettative dei commercianti sono leggermente più ottimiste. "L'avvio dei saldi nel primo fine settimana di gennaio, criticato perché troppo vicino al Natale, coincide con il lungo ponte dell'Epifania - spiega Mantovani - quando sono previsti molti visitatori in giro. Questo potrà dare un contributo positivo soprattutto nelle prime giornate, in cui tradizionalmente si concentra la parte più consistente degli incassi".     

"Non parliamo più da tempo di assalti o code interminabili davanti ai negozi - prosegue Mantovani - le occasioni promozionali sono distribuite ormai lungo tutto l'anno, sia online sia nei negozi fisici. Resta però una quota importante di consumatori che pianifica con attenzione e concentra gli acquisti di abbigliamento e calzature proprio durante i saldi, riconoscendone ancora il valore".

Inoltre "le famiglie sono molto attente al risparmio, ma anche al rapporto qualità-prezzo e cresce l'attenzione verso la sostenibilità: materiali naturali o comunque poco inquinanti, prodotti made in Italy e capi di utilizzo immediato, pratici e comodi". Tra i segnali positivi, il ritorno al negozio fisico: "l'online viene spesso utilizzato come vetrina informativa - conclude Mantovani - ma l'acquisto si conclude sempre più spesso in negozio, dove il cliente trova consulenza e servizio".
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