"Continuiamo a chiedere con forza al governo di portare le risorse per la sanità ad almeno il 7,5% del Pil come abbiamo fatto con la raccolta firme 'Impazienti' che ha superato quota 120mila e la restituzione del payback".Queste le due richieste ribadite dal segretario generale dello Spi Cgil Toscana Alessio Gramolati nel corso del convegno su fisco e sanità 'Più sani, più equi' di oggi a Firenze. In merito all'aumento dell'addizionale Irpef, ha aggiunto di aspettarsi che "il sacrificio di lavoratori dipendenti e pensionati venga ripagato attraverso migliori servizi e costi equi".
Nel corso del seminario, Stefano Casini Benvenuti, responsabile del progetto Sociotech Lab Spi Cgil nazionale ha mostrato come questo aumento costerà i media 131 euro a testa per i cittadini toscani con redditi tra i 28mila e i 50mila euro e di 1.042 euro per chi ha redditi da 50mila euro in su, per un incremento di gettito complessivo di oltre 196 milioni.
Milena Vainieri della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa ha invece fatto il punto sullo 'stato di salute' del sistema toscano messo in luce come sugli indicatori che monitorano i livelli essenziali di assistenza. La Toscana figura tra le regioni più performanti (questi gli ultimi risultati pubblicati dal ministero della Salute ad oggi, punteggi 2021: area della prevenzione 91,37, area distrettuale 95,02, area ospedaliera88,07, ma è stato spiegato nella relazione, "emergono anche delle debolezze, ad esempio c'è da lavorare ancora sui tempi di attesa"
Infine il professor Andrea Roventini, direttore dell'Istituto di Economia del Sant'Anna di Pisa ha illustrato uno studio congiunto realizzato con l'Università di Milano-Bicocca, da cui emerge come la disuguaglianza in Italia sia cresciuta più velocemente rispetto ad altri Paesi europei come la Francia. Lo studio mostra poi come il sistema fiscale italiano "non corregge la disuguaglianza poiché diventa regressivo per il 5% degli italiani più abbienti, che pagano un'aliquota fiscale effettiva inferiore al restante 95% dei contribuenti. Per rendere il sistema fiscale progressivo, in linea con i dettami costituzionali, sarebbe necessario introdurre un'imposta patrimoniale che colpisca solo il 5% più ricco della popolazione".
Nel corso del seminario, Stefano Casini Benvenuti, responsabile del progetto Sociotech Lab Spi Cgil nazionale ha mostrato come questo aumento costerà i media 131 euro a testa per i cittadini toscani con redditi tra i 28mila e i 50mila euro e di 1.042 euro per chi ha redditi da 50mila euro in su, per un incremento di gettito complessivo di oltre 196 milioni.
Milena Vainieri della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa ha invece fatto il punto sullo 'stato di salute' del sistema toscano messo in luce come sugli indicatori che monitorano i livelli essenziali di assistenza. La Toscana figura tra le regioni più performanti (questi gli ultimi risultati pubblicati dal ministero della Salute ad oggi, punteggi 2021: area della prevenzione 91,37, area distrettuale 95,02, area ospedaliera88,07, ma è stato spiegato nella relazione, "emergono anche delle debolezze, ad esempio c'è da lavorare ancora sui tempi di attesa"
Infine il professor Andrea Roventini, direttore dell'Istituto di Economia del Sant'Anna di Pisa ha illustrato uno studio congiunto realizzato con l'Università di Milano-Bicocca, da cui emerge come la disuguaglianza in Italia sia cresciuta più velocemente rispetto ad altri Paesi europei come la Francia. Lo studio mostra poi come il sistema fiscale italiano "non corregge la disuguaglianza poiché diventa regressivo per il 5% degli italiani più abbienti, che pagano un'aliquota fiscale effettiva inferiore al restante 95% dei contribuenti. Per rendere il sistema fiscale progressivo, in linea con i dettami costituzionali, sarebbe necessario introdurre un'imposta patrimoniale che colpisca solo il 5% più ricco della popolazione".
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