Come scrive stamani La Nazione, nella giornata di ieri una ventina di lavoratori della ditta Alfred Srl ha incrociato le braccia a scioperato contro il mancato rinnovo di venticinque contratti a termine (su un totale di quaranta).
Nel mirino dei lavoratori, spiega il quotidiano, i ritmi di lavoro insostenibili, le diffuse irregolarità nel settore dal mancato rispetto degli orari alle ferie non riconosciute, gli straordinari non pagati alle mansioni fuori contratto richieste ai dipendenti.
Come spiegato da Cgil e Filcams Cgil “La vertenza che riguarda gli addetti di Alfred Srl non è un caso isolato: in generale nel settore, dove lavorano prevalentemente cittadini stranieri, le irregolarità sono un fenomeno diffuso, anche con sacche di lavoro grigio e nero che spesso interessano le ditte di pulizia che lavorano in appalto per conto dei proprietari o property manager”.
I lavoratori, per la quasi totalità cittadini di origine straniera, spiegano di essere scesi in piazza per riaffermare il valore del lavoro e i propri diritti: “Siamo persone che devono difendere la dignità. Voglio parlare per tutti, siamo persone che lavorano, che fanno un buon lavoro” commenta una delle lavoratrici intervenute.
Come riporta il quotidiano, la richiesta di lavoratori e sindacati al Comune è di intensificare i controlli, in un settore che già è attenzionato speciale da Palazzo Vecchio per l’impatto che il successo dell’affitto breve ha avuto, e sta avendo tutt’ora, sull’abitabilità del centro di Firenze: a riguardo, spiega ancora La Nazione, l’aumento della cedolare secca, che passerà dal 21% al 26%, potrebbe spingere ad una riorganizzazione del mercato degli affitti anche nel capoluogo toscano, tenendo conto del fatto che l’attività di gestione degli appartamenti messi in affitto breve potrebbe diventare molto più costosa e professionale rispetto all’attualità.
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