Con una poesia che racconta di Firenze e di Caterina de' Medici che portò l'arte della profumeria in Francia, la livornese Silvia Fugi, appassionata di profumi, si è aggiudicata la prima edizione del Premio letterario internazionale "Firenze…profuma". La cerimonia si è tenuta in Palazzo Vecchio.
Il premio, si spiega in una nota, promosso dall'Associazione "I profumi di Boboli" in collaborazione con la Libreria Gioberti, ha voluto offrire l'opportunità di ricerca e realizzazione di elaborati letterari in grado di immergersi nella tradizione e nell'innovazione di un'arte, quella legata all'universo olfattivo, che trova in Firenze, città simbolo di cultura e creatività, la sua espressione più alta. Lo scopo è stato quello di raccontare e condividere un percorso di testimonianza la cui origine, nel XV secolo, appartiene alla città. Tra la fine del 1300 ed il tardo 1400 al convento di Santa Maria Novella a Firenze, i frati domenicani iniziarono a studiare le proprietà delle erbe officinali ponendo di fatto le basi per l'arte profumiera. All'inizio del Cinquecento in città i profumi erano regolarmente indossati dalle dame di ricco lignaggio e nobile casato, e tra queste una grande appassionata fu Caterina de' Medici, pronipote di Lorenzo il Magnifico. Nel 1533 Caterina si trasferisce a Parigi per andare in sposa a Enrico D'Orleans, futuro Re di Francia, introducendo nella corte francese molti usi e costumi legati alla cultura toscana. La giovane nobildonna aveva portato con sé da Firenze il suo profumiere di fiducia, Renato Bianco. Così dalla città Firenze, grazie anche all'intercessione di Caterina, il profumo diviene sinonimo di prestigio sociale.
Il premio si è articolato in tre sezioni: poesia, narrativa e diari e ha visto la partecipazione di 18 concorrenti. Una menzione speciale è stata attribuita al testo "La profumeria del Rinascimento tra Igiene Medicina e Seduzione" di Michela Pazzanese, scrittrice, docente di Scienze naturali e appassionata di profumi, scomparsa lo scorso maggio. Alla premiazione hanno preso parte, tra gli altri, il consigliere comunale Luca Milani, il direttore della libreria Gioberti Angelo Rizzone, il presidente della giuria Paolo Ciampi, il titolare di Spezierie Palazzo Vecchio Giovanni Di Massimo, e la rappresentante dell'Associazione I profumi di Boboli Costanza Riccardi.
Il premio, si spiega in una nota, promosso dall'Associazione "I profumi di Boboli" in collaborazione con la Libreria Gioberti, ha voluto offrire l'opportunità di ricerca e realizzazione di elaborati letterari in grado di immergersi nella tradizione e nell'innovazione di un'arte, quella legata all'universo olfattivo, che trova in Firenze, città simbolo di cultura e creatività, la sua espressione più alta. Lo scopo è stato quello di raccontare e condividere un percorso di testimonianza la cui origine, nel XV secolo, appartiene alla città. Tra la fine del 1300 ed il tardo 1400 al convento di Santa Maria Novella a Firenze, i frati domenicani iniziarono a studiare le proprietà delle erbe officinali ponendo di fatto le basi per l'arte profumiera. All'inizio del Cinquecento in città i profumi erano regolarmente indossati dalle dame di ricco lignaggio e nobile casato, e tra queste una grande appassionata fu Caterina de' Medici, pronipote di Lorenzo il Magnifico. Nel 1533 Caterina si trasferisce a Parigi per andare in sposa a Enrico D'Orleans, futuro Re di Francia, introducendo nella corte francese molti usi e costumi legati alla cultura toscana. La giovane nobildonna aveva portato con sé da Firenze il suo profumiere di fiducia, Renato Bianco. Così dalla città Firenze, grazie anche all'intercessione di Caterina, il profumo diviene sinonimo di prestigio sociale.
Il premio si è articolato in tre sezioni: poesia, narrativa e diari e ha visto la partecipazione di 18 concorrenti. Una menzione speciale è stata attribuita al testo "La profumeria del Rinascimento tra Igiene Medicina e Seduzione" di Michela Pazzanese, scrittrice, docente di Scienze naturali e appassionata di profumi, scomparsa lo scorso maggio. Alla premiazione hanno preso parte, tra gli altri, il consigliere comunale Luca Milani, il direttore della libreria Gioberti Angelo Rizzone, il presidente della giuria Paolo Ciampi, il titolare di Spezierie Palazzo Vecchio Giovanni Di Massimo, e la rappresentante dell'Associazione I profumi di Boboli Costanza Riccardi.
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