Da Cgil, Cisl e Uil la richiesta unanime di più investimenti e un cambio di politica regionale

Come riportato questa mattina da La Nazione, saranno diverse le sfide economiche che il prossimo presidente della Regione Toscana, che sia l’uscente Eugenio Giani o lo sfidante Alessandro Tomasi, dovrà affrontare.

I nodi del lavoro e dell’industria toscana, esplosi con forza nel corso dell’ultimo, dalla crisi del comparto della moda fino all’aumento delle ore di cassa integrazione, dovranno essere al centro di una nuova politica regionale che abbandoni la stagione dei bonus e che segua la strada del rilancio industriale, con nuove politiche regionali che possano incentivare gli investimenti nel territorio.

Tuttavia, spiega ancora il quotidiano, oltre al lavoro i sindacati chiedono un passo avanti decisivo nella difesa della sanità pubblica e sullo sviluppo infrastrutturale, nota dolente della regione e da molto tempo al centro di proclami e schermaglie politiche: non solo le linee ferroviarie, ma anche gli aeroporti di Firenze e Pisa, la strade e le superstrade (su tutte le terze corsie, a cominciare dalla Fi-Pi-Li) e lo sviluppo dei collegamenti fra i territori più periferici.


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