Questo uno dei dati che emergono dallo studio di Cesvot

Il 29,1% dei fiorentini ha sempre ottenuto i servizi sanitari di cui ha avuto bisogno, ma per gli altri i maggiori impedimenti sono stati i tempi d'attesa (48,2%) e il costo (14,5%). In due anni, il 21,1% non ha 'mai' preso parte a un evento culturale, soprattutto a causa del 'costo economico' (35,4%) e un quarto della popolazione (25,6%) si senta 'costantemente' sola, in particolare tra le donne (30,1% contro il 20,6% degli uomini).

Questa la fotografia emersa 
dall'indagine demoscopica 'I bisogni emergenti nella popolazione dell'area fiorentina' realizzata da Sociometrica per Cesvot su un campione rappresentativo della popolazione tre i tipi di povertà analizzati: sanitaria, educativa e relazionale.

Sul fronte sanitario emerge che l'eccesso di attesa 
che fa rinunciare al servizio pesa per il 41% nelle classi più giovani, ma per il 54,1% in quelle più anziane. L'8,2% è del tutto soddisfatto della qualità dei servizi, il 56,9% è abbastanza soddisfatto. La parte non soddisfatta rappresenta il 21,9%.

Per quanto riguarda la cultura, l'analisi evidenzia come 
e donne siano culturalmente più attive rispetto agli uomini: chi consuma intensamente eventi culturali è il 3,9% degli uomini e l'11,5% fra le donne. Tuttavia gli uomini sono più soddisfatti delle loro relazioni interpersonali: il 10,3% contro il 3,8% delle donne.

Sara Funaro, assessore al welfare di Firenze, 
sottolinea che "come Comune siamo impegnati per fare fronte ai bisogni di vita, cura e benessere dei cittadini più fragili e portiamo avanti un lavoro importante in sinergia con il Terzo settore e con il volontariato".

Per Marco Esposito, presidente 
Cesvot di Firenze "insieme alle istituzioni, il mondo del volontariato deve continuare a impegnarsi per migliorare il sistema sanitario e l'accesso all'educazione e rafforzare la rete sociale e comunitaria che già nel nostro territorio è molto presente". 
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