Debutterà il 9 novembre a Firenze il dramma 'La follia di uno Zar (Ivan il Terribile)", opera in cinque atti scritta da un drammaturgo d'eccezione, Giovanni Spadolini, assieme all'amico di sempre e compagno di studi Giulio Cattaneo.
L'opera di Spadolini era inedita, non era mai stata presentata e rappresenta l'unica produzione teatrale prodotta dallo statista: sarà rappresentata alla Biblioteca Spadolini a Pian de' Giullari.
L'interesse nacque sui banchi della seconda ginnasio, quando i due 15enni s'innamorarono della vicenda dello zar sanguinario Ivan, narrata da Aleksej Tolstoj e ne offrirono un'audace riscrittura nel 1940. In seguito tentarono più volte la messa in scena, senza esito, anche perché assorbiti da altri percorsi. Cattaneo era legato da amicizia a Giorgio Albertazzi, che a lungo custodì il dattiloscritto esprimendo giudizi lusinghieri. L'opera avrebbe dovuto debuttare in passato, ma a causa di alcune difficoltà non vide mai il palco.
"Ad oltre quarant'anni da quell'occasione mancata - commenta Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini -, la nostra Fondazione invita Ugo De Vita, noto autore, attore e docente universitario, a riportare il progetto in scena, nel rispetto della forma e della sostanza originali: un tempo unico di circa un'ora, con la salvaguardia degli ampi monologhi".
"È una gioia è una occasione importante per me - spiega Ugo De Vita, che cura anche la regia -, un onore tornare alla drammaturgia di questi 'ragazzi' straordinari, ma anche di rinnovare l'omaggio a Giorgio Albertazzi, grandissimo interprete della nostra prosa, che diressi nell'Amleto di Luzi, come voce dello Spettro, avendo accanto a me Elisabetta Pozzi che considero la più grande attrice del nostro teatro. Il testo" di Spadolini "propone temi e argomenti attualissimi, quali gli orrori della guerra e prima ancora i conflitti familiari, con la morte del figlio dello Zar, Giovanni, in scena si accende un autentico falò di sentimenti con accenti a tinte forti della tragedia".
L'opera di Spadolini era inedita, non era mai stata presentata e rappresenta l'unica produzione teatrale prodotta dallo statista: sarà rappresentata alla Biblioteca Spadolini a Pian de' Giullari.
L'interesse nacque sui banchi della seconda ginnasio, quando i due 15enni s'innamorarono della vicenda dello zar sanguinario Ivan, narrata da Aleksej Tolstoj e ne offrirono un'audace riscrittura nel 1940. In seguito tentarono più volte la messa in scena, senza esito, anche perché assorbiti da altri percorsi. Cattaneo era legato da amicizia a Giorgio Albertazzi, che a lungo custodì il dattiloscritto esprimendo giudizi lusinghieri. L'opera avrebbe dovuto debuttare in passato, ma a causa di alcune difficoltà non vide mai il palco.
"Ad oltre quarant'anni da quell'occasione mancata - commenta Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini -, la nostra Fondazione invita Ugo De Vita, noto autore, attore e docente universitario, a riportare il progetto in scena, nel rispetto della forma e della sostanza originali: un tempo unico di circa un'ora, con la salvaguardia degli ampi monologhi".
"È una gioia è una occasione importante per me - spiega Ugo De Vita, che cura anche la regia -, un onore tornare alla drammaturgia di questi 'ragazzi' straordinari, ma anche di rinnovare l'omaggio a Giorgio Albertazzi, grandissimo interprete della nostra prosa, che diressi nell'Amleto di Luzi, come voce dello Spettro, avendo accanto a me Elisabetta Pozzi che considero la più grande attrice del nostro teatro. Il testo" di Spadolini "propone temi e argomenti attualissimi, quali gli orrori della guerra e prima ancora i conflitti familiari, con la morte del figlio dello Zar, Giovanni, in scena si accende un autentico falò di sentimenti con accenti a tinte forti della tragedia".
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