Un fondo di integrazione salariale per i rider che svolgono consegne a domicilio, in caso di sospensione dell'attività lavorativa a causa di condizioni climatiche avverse. E' quanto chiede una mozione presentata in Consiglio regionale della Toscana dal Pd, primo firmatario Vincenzo Ceccarelli, e approvata all'unanimità.
L'atto impegna la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Parlamento affinché sia celermente approvata una proposta di legge per la creazione del fondo e, nelle more dell'approvazione di una specifica disciplina legislativa in materia, siano intraprese misure volte a garantire un'indennità economica nei giorni in cui non sussistano condizioni di sicurezza tali da consentire l'esercizio della prestazione lavorativa in esterno.
I rider, si legge nell'atto, sono tra categorie professionali che risultano maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore, con un'attività che si svolge integralmente in esterno e in regime di continua mobilità urbana, spesso in assenza di tutele contrattuali adeguate o di misure strutturali atte a garantire condizioni di lavoro sicure nei contesti climatici più estremi.
"Il modello di economia delle piattaforme - viene sottolineato - tende a scaricare il rischio economico interamente sulla singola prestazione, lasciando scoperte ampie fasce di lavoratori in settori dove la continuità dell'attività è fortemente condizionata da molteplici fattori esterni, tra cui il meteo".
L'atto impegna la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Parlamento affinché sia celermente approvata una proposta di legge per la creazione del fondo e, nelle more dell'approvazione di una specifica disciplina legislativa in materia, siano intraprese misure volte a garantire un'indennità economica nei giorni in cui non sussistano condizioni di sicurezza tali da consentire l'esercizio della prestazione lavorativa in esterno.
I rider, si legge nell'atto, sono tra categorie professionali che risultano maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore, con un'attività che si svolge integralmente in esterno e in regime di continua mobilità urbana, spesso in assenza di tutele contrattuali adeguate o di misure strutturali atte a garantire condizioni di lavoro sicure nei contesti climatici più estremi.
"Il modello di economia delle piattaforme - viene sottolineato - tende a scaricare il rischio economico interamente sulla singola prestazione, lasciando scoperte ampie fasce di lavoratori in settori dove la continuità dell'attività è fortemente condizionata da molteplici fattori esterni, tra cui il meteo".
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