Due misure che da tempo la città di Firenze aspettava, per tentare di contrastare, o quantomeno reagire, alla grave crisi abitativa che ha travolto la città (come tante altre realtà sia italiane che straniere).
Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, il Consiglio comunale ha dato l’ok a due regolamenti importantissimi per il tema della casa, ovvero quello relativo all’housing sociale e quello sugli studentati.
Nel primo viene stabilito che in caso di realizzazione ex novo o di ristrutturazione di spazi già esistenti, una quota (il 20%) degli appartamenti venga destinata all’affitto a canone calmierato, mentre nel caso in cui ci sia cambio di destinazione d’uso ci sia la monetizzazione.
Nel secondo, invece, vengono introdotte delle regole specifiche per il reperimento della quota, pari al 20%, dei posti letto degli studentati privati di nuovo insediamento. La quota percentuale sale al 30% nel caso di uso temporaneo (60 giorni) della struttura per l’accoglienza turistico-ricettiva.
Per entrambi i regolamenti vengono poi fissate le regole per individuare l’affitto calmierato, gli assegnatari e le modalità con le quali procedere all’assegnazione.
“Con questi atti integriamo l’efficacia del Piano Operativo confermando le scelte politiche forti e coraggiose sul tema dell’abitare con cui pensiamo di aggiungere un tassello importante al mosaico che ha come obiettivo finale l’accesso alla casa per tutti” commenta l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti, che aggiunge, in merito alla grave crisi che ha investito il mercato degli affitti “Non abbiamo l’illusione di risolvere questa criticità, ma come Amministrazione abbiamo l’ambizione di usare la politica per dare delle risposte”.
Hanno espresso voto contrario le opposizioni, secondo le quali i regolamenti non risolvono il problema dell’abitare in città, e scetticismo è arrivato anche dall’Ordine degli Architetti, la cui presidente, Silvia Ricceri, si è detta preoccupata per il rischio che venga messo un freno alle ristrutturazioni.
Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, il Consiglio comunale ha dato l’ok a due regolamenti importantissimi per il tema della casa, ovvero quello relativo all’housing sociale e quello sugli studentati.
Nel primo viene stabilito che in caso di realizzazione ex novo o di ristrutturazione di spazi già esistenti, una quota (il 20%) degli appartamenti venga destinata all’affitto a canone calmierato, mentre nel caso in cui ci sia cambio di destinazione d’uso ci sia la monetizzazione.
Nel secondo, invece, vengono introdotte delle regole specifiche per il reperimento della quota, pari al 20%, dei posti letto degli studentati privati di nuovo insediamento. La quota percentuale sale al 30% nel caso di uso temporaneo (60 giorni) della struttura per l’accoglienza turistico-ricettiva.
Per entrambi i regolamenti vengono poi fissate le regole per individuare l’affitto calmierato, gli assegnatari e le modalità con le quali procedere all’assegnazione.
“Con questi atti integriamo l’efficacia del Piano Operativo confermando le scelte politiche forti e coraggiose sul tema dell’abitare con cui pensiamo di aggiungere un tassello importante al mosaico che ha come obiettivo finale l’accesso alla casa per tutti” commenta l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti, che aggiunge, in merito alla grave crisi che ha investito il mercato degli affitti “Non abbiamo l’illusione di risolvere questa criticità, ma come Amministrazione abbiamo l’ambizione di usare la politica per dare delle risposte”.
Hanno espresso voto contrario le opposizioni, secondo le quali i regolamenti non risolvono il problema dell’abitare in città, e scetticismo è arrivato anche dall’Ordine degli Architetti, la cui presidente, Silvia Ricceri, si è detta preoccupata per il rischio che venga messo un freno alle ristrutturazioni.
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