Il segretario generale Seggiani: 'Non dovrebbero avere un regime agevolato'

L'ipotesi di alzare la cedolare secca al 26% anche per gli affitti brevi ha fatto molto discutere negli utlimi giorni, specialmente fra associazioni di categoria e host.
Sul punto è intervenuto anche il Sunia, il sindacato degli inquilini e degli affidatari, che ha accolto positivamente l'innalzamento del prelievo fiscale.

In una nota il segretario generale Cgil Sunia Fabio Seggiani ha preso apertamente posizione sulla questione: "Sunia sottolinea da sempre che la tassazione sugli affitti brevi non dovrebbe avere un regime agevolato. Consideriamo di conseguenza l'ipotesi dell'aumento della tassazione, da parte del governo, un provvedimento doveroso, diremmo scontato visto quello che gli affitti brevi stanno provocando sui mercati delle locazioni nelle città turistiche di tutto il mondo e non solo in Italia. Sarebbe paradossale se ora il Governo facesse marcia indietro più o meno parzialmente, come si legge in alcune ricostruzioni giornalistiche: questo confermerebbe che l'esecutivo non ha a cuore la questione".
   
"Il problema in ogni caso è che al di là di questo titolo c'è il vuoto totale - aggiunge in una nota -. Nella Legge di stabilità c'è poco o niente per la casa, le politiche abitative, l'emergenza alloggi e affitti. Niente interventi strutturali su una materia così impattante socialmente. Se il governo avesse recepito il grido di allarme di tutte le municipalità su questo enorme problema, indipendentemente dal colore politico che le amministra, sarebbe dovuto andare ben oltre".

Per Seggiani, "a partire da come normare l'esistente e limitare il futuro degli affitti brevi, magari riconoscendo la bontà della legge tegionale toscana, invece di impugnarla e renderla per il momento inapplicabile. In quel testo c'è lo strumento che consentirebbe ai singoli Comuni, con determinate caratteristiche, di intervenire sulle proprie peculiarità e specificità".

Perciò, conclude Seggiani, "chi dice che questo aumento di tassazione penalizza i proprietari, sarebbe il caso che dicesse quanti sono quelli che ne possiedono solo uno destinato ad affitto breve. La proprietà non può essere, anche fiscalmente, considerata tutta uguale, un conto è mettere a rendita una casa da parte di una famiglia, un conto sono i fondi speculativi che hanno 100 appartamenti a Firenze. La progressività dovrebbe partire da queste considerazioni".
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