Dopo la conferma del declassamento dovranno essere fatti dei tagli: intanto è già stato annunciato ricorso al Tar

La partita fra Roma e Firenze per la classificazione del Teatro della Toscana è ancora aperta, nonostante la decisione della commissione ministeriale di confermare la retrocessione della Pergola (e del teatro di Rifredi e dell’Era di Pontedera) a teatro cittadino di rilevanza nazionale.

Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, sull’immediato futuro della pergola c’è più di un’incertezza.
In primis le preoccupazioni sono legate al futuro degli addetti ai lavori, da chi lavora nel servizio di biglietteria a chi prepara le scene: tutti lavoratori stagionali, scrive il quotidiano, che lavorano (e vengono pagati) quando ci sono spettacoli. E con la retrocessione a teatro cittadino e l’eventuale riorganizzazione della programmazione, il loro futuro è a rischio, o comunque molto meno certo. Alla direzione artistica rimarrà comunque Stefano Massini, sul quale si accentrerà anche la figura di direttore generale.

La riduzione dei finanziamenti ministeriali, poi, comporterà il taglio delle spese là dove possibile: il Corriere Fiorentino cit, ad esempio, l’eventuale ridiscussione del canone di affitto del teatro di Rifredi, ma anche l’interruzione del rapporto contrattuale con la Galleria Pio Fedi e la scuola Orazio Costa, posto che sia la regione che la Fondazione Cr Firenze hanno chiarito che non aumenteranno i loro contributi.

La palla adesso passa al cda, che si riunirà per dare mandato ai legali di fare ricorso al Tar contro la decisione della Commissione, le cui motivazioni dovrebbero essere rese note oggi.

La sindaca Funaro lo aveva preannunciato. Dalle parole, adesso, si passerà ai fatti, aprendo un nuovo capitolo del confronto-scontro sul Teatro della toscana.


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