Sudd Cobas: “La mobilitazione paga, raggiunti due accordi”

La prima fase della campagna “Primavera 8x5”, organizzata dal sindacato Sudd Cobas, che da mesi sta portando avanti le rivendicazioni degli operai del distretto tessile pratese oppressi dal lavoro nero e da condizioni di lavoro difficilissime, si è conclusa lo scorso primo maggio davanti allo stabile in cui si trovava la Teresa Moda, luogo in cui, nel 2013, sette operai persero la vita bruciati vivi.

Adesso, come scrive stamattina il Corriere Fiorentino, partirà la seconda fase della campagna di mobilitazione del sindacato, che da qui al quindici giugno ha organizzato una vera e propria ondata di proteste tra i lavoratori del settore moda pratese, finito sotto i riflettori dopo le mobilitazioni degli scorsi mesi e per le condizioni di lavoro durissime, spesso a nero e in situazione di sfruttamento.

Già ieri, riporta il quotidiano, gli operai di diverse fabbriche dove il sindacato ha già ottenuto la regolarizzazione dei rapporti di lavoro hanno scioperato per mostrare solidarietà verso i lavoratori di fabbriche e confezioni che ancora si trovano a lavorare in condizioni fuori legge.

Come spiega lo stesso sindacato, l’obiettivo delle prossime due settimane di scioperi è di creare uno stato di mobilitazione continua, una sorta di effetto cascata che, partendo dalla prima azienda presso la quale saranno organizzati i picchetti, una volta ottenuta la regolarizzazione del rapporto di lavoro passi a quella successiva.

Come riporta il Corriere Fiorentino, praticamente tutto il distretto sarà interessato dalla mobilitazione dei lavoratori: non solo la città di Prato, ma anche le località i comuni confinanti come Poggio a Caiano, Maliseti, Galciana, Montemurlo e Quarrata.


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