Le parole di Francesco Torselli a Firenzedintorni.it

Francesco Torselli, eurodeputato del Gruppo ECR e di Fratelli d'Italia, ha parlato così in esclusiva a Firenzedintorni.it:

La sindaca Funaro torna a chiedere più agenti al Governo, accusandovi di lasciar sola Firenze sulla sicurezza. Come risponde?

Potrei risponderle andando a recuperare gli articoli di giornale dove la giunta della quale Funaro faceva parte diceva che a Firenze, degrado e insicurezza esistevano solo nella percezione dei cittadini che si lasciavano condizionare dagli allarmi populisti della destra…
A quel tempo il Pd sedeva al governo, quindi non potevano attaccare Roma. Oggi invece che governa la Meloni, tutti i loro fallimenti sono imputabili al governo nazionale.
Ma non voglio risponderle così. Voglio risponderle coi numeri, perché i numeri sono inconfutabili. Da quando Giorgia Meloni siede a Palazzo Chigi sono stati assunti 17.325 poliziotti, 19.326 carabinieri, 9.326 finanzieri, per un totale di 45.977 nuovi assunti nelle Forze dell’Ordine.
Da sinistra, rispondono che al netto dei pensionamenti, il saldo è negativo, ma questa è una bugia, perché dal 2022 ad oggi, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che sono andati in pensione sono circa 43,500. Il saldo quindi è positivo di circa 2.300 uomini.
A questo punto la sinistra ci dice che sono troppi pochi e su questo ha ragione! Ma sapete perché sono pochi? Perché nel recente passato i governi precedenti al nostro non avevano fatto gli investimenti in sicurezza che abbiamo fatto noi.
Il governo Meloni ha assunto infatti 45.977 nuovi uomini, mentre i tre governi precedenti al nostro - Draghi, Conte I e Conte II tutti assieme - erano arrivati a malapena a 33.000 nuove assunzioni!
Se i governi nei quali sedeva il partito della Funaro avesse assunto lo stesso numero di uomini assunti dal governo Meloni, oggi avremmo un saldo in attivo di oltre 15.000 nuovi agenti!
Quindi Funaro fa bene a chiedere più agenti, ma dovrebbe prima fare mea culpa per il suo partito che, quando è stato al governo, si è completamente disisnteressato della questione sicurezza.

Oltre a scaricare le responsabilità su Roma, cosa dovrebbe fare subito Palazzo Vecchio?

Anche su questo sarebbe facile ricordare a Palazzo Vecchio quando dicevano che per mettere al sicuro le piazze cittadine serviva “più pulizia, non più polizia” e poi facevano la guerra agli ambulanti e ai tavolini dei ristoranti, ma non lo farò.
Dico invece che Palazzo Vecchio dovrebbe innanzitutto smettere di pensare che la sicurezza sia sempre responsabilità di qualcun altro. Il Comune ha strumenti propri: più Polizia municipale in strada, presidio delle zone più difficili, contrasto al degrado e all’abusivismo, illuminazione, videosorveglianza e interventi rapidi nelle aree dove l’illegalità rischia di diventare quotidianità.
Certo, c’è anche una contraddizione politica evidente: non si può chiedere continuamente allo Stato più sicurezza e poi dire “no” per ragioni ideologiche a un CPR in Toscana, cioè a uno degli strumenti necessari per rendere effettivi i rimpatri di chi non ha titolo per restare nel nostro Paese.
Chiedere più agenti è legittimo. Ma la sicurezza non si fa soltanto chiedendo uomini al Governo: si fa assumendosi le proprie responsabilità, collaborando con lo Stato e avendo il coraggio di utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge. Su questo Palazzo Vecchio dovrebbe passare dalle polemiche ai fatti.

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Nato a Firenze il 9 marzo 1976, Francesco Torselli è una delle figura di spicco del panorama politica italiano ed europeo. Eurodeputato italiano del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, rappresenta una delle figure più consolidate del centrodestra toscano, con alle spalle un percorso politico sviluppato tra livello locale e regionale.

Prima dell’approdo a Bruxelles nel 2024, ha ricoperto il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale della Toscana, distinguendosi per un’attività politica incentrata sulla difesa del tessuto produttivo e delle identità territoriali. Un’esperienza che oggi porta nel contesto europeo, dove si occupa in particolare di politiche economiche, industriali e del lavoro.

Al Parlamento europeo è membro della Commissione per il commercio internazionale (INTA) e della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL), oltre a essere membro sostituto nella Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) e nella Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (DLAT). Partecipa inoltre alle delegazioni per i rapporti tra Unione europea e Messico e tra Unione europea e Regno Unito.

Nel corso della sua attività parlamentare si è concentrato su temi come la tutela delle filiere produttive europee, il sostegno ai lavoratori colpiti dalla globalizzazione e l’impatto delle trasformazioni economiche e tecnologiche sul mercato del lavoro, intervenendo anche su questioni sociali e sull’utilizzo dei fondi europei.
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