La Regione si conferma attrattiva ma sta attraversando un periodo di difficoltà, per Invest Tuscany serve una nuova strategia di reindustrializzazione

La Toscana si conferma una Regione attrattiva per gli investimenti esteri, soprattutto da parte di soggetti provenienti da economia affermate e stabili come quelle europee, americane e cinesi.

Secondo i dati diffusi da Invest Tuscany e riportati questa mattina dal Corriere Fiorentino, in Toscana si registra il 15,5% di realtà a partecipazione straniera, percentuale che sale al 20% per quanto riguarda il settore manifatturiero.

Tuttavia, a fronte di una buona partecipazione straniera all’economia regionale, negli ultimi anni sono cambiate molto le direzioni di investimento, complice anche la pandemia da Covid: riporta infatti il quotidiano che negli ultimi anni diverse multinazionali hanno deciso di lasciare la Toscana e che, in generale, la torta degli investimenti è molto cambiata, con la maggior parte ora diretta alle funzioni di supporto (51% del totale) e alla distribuzione (20%), seguite da quelli sui quartier generali (18%), produzione (10%, valore in picchiata rispetto al quadro pre-pandemico) e ricerca e sviluppo (appena l’1%).

Aggiunge il quotidiano che la Toscana non se la cava bene nell’ambito delle start-up innovative e delle lauree STEM, con appena il 15,8 di laureati ogni mille abitanti.

Per questo dal meeting di ieri di Invest Tuscany è arrivata una richiesta chiara e precisa: investire per la reindustrializzazione del territorio, sostenendo sia la filiera tradizionale sia i settori economici più innovativi e dinamici.

In tal senso, riporta il quotidiano, una buona indicazione sta arrivando dalla partecipazione al bando regionale per accedere ai fondi Fesr: sarebbero già 15 le domande pervenute agli uffici della Regione.
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