Come riferito stamani dal Corriere Fiorentino, sia la Toscana che, soprattutto, la città di Firenze stanno facendo i conti con un’estate difficile dal punto di vista delle presenze turistiche in città.
Come scrive il quotidiano, secondo il Centro Studi Turistici Firenze la flessione (ma non la caduta in picchiata) si è iniziata a registrare fin da luglio, e molti albergatori e host puntano sulle prenotazioni dell’ultimo secondo per cercare di rimettere in piedi una stagione che, per il momento, nulla a che vedere con quella del 2024.
A pesare è soprattutto la netta diminuzione dei turisti americani, che solitamente rappresentano una clientela che spende per beni e servizi: il clima di incertezza a livello internazionale, acuito dalle tensioni e dalle guerre in Ucraina e medio Oriente, i dazi e le tensioni economiche fra le due sponde dell’Atlantico e il cambio dollaro-euro non favorevole agli americani ha fatto propendere molti per altre destinazioni: il tutto, spiega al quotidiano Monica Rocchini, presidente di Assohotel Firenze e provincia, si traduce in un tasso di occupazione delle camere che in città arriva a circa il 50%.
Mentre l’estate dell’incertezza scivola via facendo registrare una netta diminuzione dei turisti, circostanza che preoccupa anche ristoratori e negozianti, la categoria guarda a settembre e ottobre, quando a muoversi potrebbero essere anche i turisti italiani.
Come scrive il quotidiano, secondo il Centro Studi Turistici Firenze la flessione (ma non la caduta in picchiata) si è iniziata a registrare fin da luglio, e molti albergatori e host puntano sulle prenotazioni dell’ultimo secondo per cercare di rimettere in piedi una stagione che, per il momento, nulla a che vedere con quella del 2024.
A pesare è soprattutto la netta diminuzione dei turisti americani, che solitamente rappresentano una clientela che spende per beni e servizi: il clima di incertezza a livello internazionale, acuito dalle tensioni e dalle guerre in Ucraina e medio Oriente, i dazi e le tensioni economiche fra le due sponde dell’Atlantico e il cambio dollaro-euro non favorevole agli americani ha fatto propendere molti per altre destinazioni: il tutto, spiega al quotidiano Monica Rocchini, presidente di Assohotel Firenze e provincia, si traduce in un tasso di occupazione delle camere che in città arriva a circa il 50%.
Mentre l’estate dell’incertezza scivola via facendo registrare una netta diminuzione dei turisti, circostanza che preoccupa anche ristoratori e negozianti, la categoria guarda a settembre e ottobre, quando a muoversi potrebbero essere anche i turisti italiani.
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