La campagna, avviata in questi giorni, utilizza la nuova normativa BNPL

L’Università di Firenze coordina la prima campagna nazionale di catalogazione del patrimonio planetologico italiano, un progetto pionieristico dedicato al censimento del materiale extraterrestre conservato nei musei e negli istituti di ricerca del Paese. L’iniziativa nasce nell’ambito di “Space It Up!”, ex partenariato esteso coordinato dal Politecnico di Torino e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

La campagna, avviata in questi giorni, utilizza la nuova normativa BNPL (Beni Naturalistici – Planetologia), sviluppata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e riconosciuta dal Ministero della Cultura come standard nazionale per la catalogazione di materiali extraterrestri.

L’Ateneo fiorentino curerà la supervisione scientifica e gestionale del progetto fino al gennaio 2028, coinvolgendo oltre 2.000 meteoriti custodite in università e musei italiani, tra cui le prestigiose collezioni Unifi. Tutte le schede catalografiche confluiranno nel Catalogo generale dei beni culturali italiani, consultabile online e compatibile con le principali banche dati internazionali.

“È una novità assoluta per il nostro Paese – spiega Giovanni Pratesi, coordinatore scientifico della campagna e delegato Unifi per Space It Up! –. Si tratta di un progetto che coinvolge università, enti di ricerca e ministeri, con l’obiettivo di censire in modo sistematico un patrimonio finora sfuggito ai precedenti tentativi di catalogazione.”

Il progetto prevede la raccolta di dati scientifici e storici (composizione, caratteristiche fisiche, provenienza e contesto collezionistico), oltre alla produzione di immagini in alta definizione e modelli 3D realizzati tramite tomografia a raggi X e scansione a luce strutturata. Le analisi saranno effettuate nei laboratori del Centro MEMA, del Centro CRIST e del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ateneo.

Un corredo fotografico e digitale di livello internazionale verrà realizzato grazie alle tecnologie avanzate dell’Università di Firenze, tra cui un microscopio elettronico a scansione a emissione di campo recentemente acquisito con fondi del progetto Space It Up!.

“L’iniziativa – aggiunge Pratesi – mira a colmare una significativa lacuna nella conoscenza del patrimonio geoscientifico italiano, fornendo dati che non compaiono neppure nei database delle più importanti istituzioni mondiali. Non è solo un’operazione di censimento, ma un passo decisivo per valorizzare il patrimonio meteoritico nazionale e ampliare le conoscenze sui corpi del sistema solare, in vista di future missioni spaziali e nuove attività di divulgazione scientifica.”

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