"Il consumatore contemporaneo non viene più soddisfatto solo dall'eccellenza da sempre garantita dal Made in Italy, ma ricerca la bellezza che oggi include anche la sostenibilità. Nell'ambito di un'epoca segnata da rapidi e profondi cambiamenti, il comparto della moda sostenibile emerge come faro di innovazione in grado di guidare la transizione ecologica, rinnovando i modelli produttivi e portando messaggi di valore". Inizia con queste parole la lettera firmata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, inviata agli organizzatori del convegno Future for Fashion, in programma a Palazzo Pitti a Firenze.
Il ministro, che non ha potuto partecipare a causa di concomitanti impegni istituzionali, ha voluto ricordare che il "Mimit da subito ha posto grande attenzione al comparto che rappresenta il secondo settore manifatturiero: grazie all'unicità delle sue filiere fatte di grandi e piccole aziende radicate sul territorio, genera quasi 100 miliardi di euro di fatturato all'anno ed esporta il 70% della produzione".
Nella lettera, letta dalla presidente del Cfmi Antonella Mansi che ha dato il via ai lavori, il ministro ricorda anche di aver "dedicato al settore un tavolo partecipato da associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali per definire una strategia comune di rilancio".
Si ricorda anche le misure che sono state introdotte nella legge sul Made in Italy: "dalla valorizzazione delle filiere delle fibre tessili naturali e della concia della pelle, al 'Fondo speciale per la transizione verde e digitale nella moda", fino al rafforzamento alla lotta alla contraffazione, all'istituzione del Liceo del Made in Italy e della Giornata del Made in Italy celebrata ogni anno il 15 aprile".
Il ministro, che non ha potuto partecipare a causa di concomitanti impegni istituzionali, ha voluto ricordare che il "Mimit da subito ha posto grande attenzione al comparto che rappresenta il secondo settore manifatturiero: grazie all'unicità delle sue filiere fatte di grandi e piccole aziende radicate sul territorio, genera quasi 100 miliardi di euro di fatturato all'anno ed esporta il 70% della produzione".
Nella lettera, letta dalla presidente del Cfmi Antonella Mansi che ha dato il via ai lavori, il ministro ricorda anche di aver "dedicato al settore un tavolo partecipato da associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali per definire una strategia comune di rilancio".
Si ricorda anche le misure che sono state introdotte nella legge sul Made in Italy: "dalla valorizzazione delle filiere delle fibre tessili naturali e della concia della pelle, al 'Fondo speciale per la transizione verde e digitale nella moda", fino al rafforzamento alla lotta alla contraffazione, all'istituzione del Liceo del Made in Italy e della Giornata del Made in Italy celebrata ogni anno il 15 aprile".
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