"Il 2024 direi che è andato bene, abbiamo mantenuto le stesse vendite dell'anno precedente, circa 75 milioni di bottiglie, con un calo dello 0,2%, quindi insignificante. Questo però non è il nostro trend normale, ma è dettato dal fatto che non avevamo molto prodotto", per effetto di annate più scarse, "oggi però con la vendemmia 2024 abbiamo le quantità sufficienti. Anche gennaio 2025 è andato molto bene" in termini di vendite, "e speriamo di poter continuare su questo aspetto nel corso dell'anno".
Lo ha detto il presidente del consorzio Vino Chianti Giovanni Busi parlando a margine di Chianti lovers e Rosso Morellino, presentazione delle nuove annate in corso oggi a Firenze.
Inoltre, ha aggiunto, "dal 2014 a oggi il prezzo medio di una bottiglia in Gdo è passato da 3,31 euro a 5,28. Mantenendo le stesse quantità di vendite. Questo per noi diventa un fatto positivo perché p una denominazione qualitativamente apprezzata e il consumatore lo riconosce riconoscendo un prezzo superiore a prima".
Sui dazi minacciati dagli Stati Uniti, Busi non si mostra eccessivamente preoccupato: "L'America per noi è un mercato importante, dove vendiamo oltre il 20% della nostra produzione ed è per noi il primo mercato in export, ma la preoccupazione per eventuali dazi Usa è abbastanza limitata".
"Se ci sono degli aumenti dei dazi, e questi dazi poi vengono scaricati sugli americani, poi parte anche un discorso inflazionistico, che a sua volta porta ad un aumento del costo del denaro - ha aggiunto -. E sappiamo che gli americani sul costo del denaro sono molto sensibili, perché loro pagano soprattutto con le carte di credito. In questo momento, con questo mercato che proprio non brilla anche per l'America, non so se sia un'operazione geniale da parte loro".
Secondo Busi, in caso di dazi "da parte nostra certo ci sarà una contrazione delle vendite, anche se il Chianti non è un prodotto che viene venduto a 50 o 100 euro a bottiglia, e quindi non può andare a inficiare poi il prezzo di vendita" più di tanto, "stiamo a vedere", conclude.
Lo ha detto il presidente del consorzio Vino Chianti Giovanni Busi parlando a margine di Chianti lovers e Rosso Morellino, presentazione delle nuove annate in corso oggi a Firenze.
Inoltre, ha aggiunto, "dal 2014 a oggi il prezzo medio di una bottiglia in Gdo è passato da 3,31 euro a 5,28. Mantenendo le stesse quantità di vendite. Questo per noi diventa un fatto positivo perché p una denominazione qualitativamente apprezzata e il consumatore lo riconosce riconoscendo un prezzo superiore a prima".
Sui dazi minacciati dagli Stati Uniti, Busi non si mostra eccessivamente preoccupato: "L'America per noi è un mercato importante, dove vendiamo oltre il 20% della nostra produzione ed è per noi il primo mercato in export, ma la preoccupazione per eventuali dazi Usa è abbastanza limitata".
"Se ci sono degli aumenti dei dazi, e questi dazi poi vengono scaricati sugli americani, poi parte anche un discorso inflazionistico, che a sua volta porta ad un aumento del costo del denaro - ha aggiunto -. E sappiamo che gli americani sul costo del denaro sono molto sensibili, perché loro pagano soprattutto con le carte di credito. In questo momento, con questo mercato che proprio non brilla anche per l'America, non so se sia un'operazione geniale da parte loro".
Secondo Busi, in caso di dazi "da parte nostra certo ci sarà una contrazione delle vendite, anche se il Chianti non è un prodotto che viene venduto a 50 o 100 euro a bottiglia, e quindi non può andare a inficiare poi il prezzo di vendita" più di tanto, "stiamo a vedere", conclude.
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