Dopo un mercato mai così dispendioso il club si aspetta risultati concreti e spera che Stefano Pioli rappresenti un vero valore aggiunto

"Quest'anno l'obiettivo è vincere qualcosa". Parola, e musica, di Daniele Pradè. E che la Fiorentina avesse deciso di spostare in alto l'asticella del resto s'era capito da tempo. Da quando, tanto per esser chiari, si è scelto di sostituire Raffaele Palladino non con un altro allenatore emergente ma con Stefano Pioli. Scudettato (un tecnico campione d'Italia a Firenze non arrivava dai tempi del Trap), semifinalista di Champions, e tra i cinque più pagati al mondo. Con lui insomma, non si poteva pensare di andare avanti parlando di "migliorare rispetto alla scorsa stagione". E così ecco un mercato mai così aggressivo, -60 milioni tra acquisti e cessioni, la difesa di tutti i migliori e, appunto, la voglia di mirare a qualcosa di veramente importante.

Certo, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Soprattutto, c'è di mezzo una concorrenza che non è stata a guardare e una campagna acquisti che se è vero che (come detto) non era mai stata tanto ambiziosa non ha, in teoria, portato nessun giocatore capace di spostare inequivocabilmente gli equilibri. La Fiorentina insomma si è sicuramente rinforzata nel complesso, come rosa e come soluzioni, ma nell'undici titolare è dura definirla certamente più forte di quella della passata stagione. E quindi? E quindi la palla passa (di nuovo) a Stefano Pioli. E' il mister, rispetto a dodici mesi fa, il vero valore aggiunto. E' lui, col suo carico di conoscenze, autorevolezza e capacità, che deve e può proiettare i viola in un'altra dimensione. Facile? Assolutamente no. Eppure, non ci sono alternative.

Nel frattempo, e anche in questo caso sarà fondamentale il lavoro del mister, si può e si deve sperare nella crescita/consacrazione di qualche individualità. Nicolussi Caviglia per esempio può essere una sorpresa, Fagioli (come invocato da Pradè) è chiamato al salto di qualità, Gudmundsson deve finalmente rendere per quelle che erano e sono le aspettative, lo stesso Piccoli può confermare la crescita già mostrata a Cagliari. Le premesse e le possibilità per diventare più forti insomma, pur magari non essendolo sulla carta, ci sono. Di sicuro, con la conferenza stampa di ieri, la società ha messo un bel peso sulle spalle dell'allenatore. Del resto è stato preso per quello e, statene certi, Pioli non si farà certo spaventare. 

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