Affittare o non affittare, dubbio amletico e…fiorentino

Il Comune di Firenze ha adottato pochi mesi fa la Variante al Regolamento Urbanistico pubblicando, tra i vari documenti, anche una relazione sulle locazioni turistiche.

Il documento analizza l’aumento del fenomeno degli affitti brevi in centro storico, riportando numerosi dati statistici. Tra le altre cose si legge che dai 1411 esercizi extralberghieri del 2018 si è passati ai 7300 nel 2023. Significa che chi ha un appartamento in centro, spesso, decide di locarlo ai turisti.

L’essere o non essere di Shakespeariana memoria qui diventa un affittare o non affittare (allo straniero): questo è il problema, per il Comune. Non passa lo straniero! recita una famosa canzone patriottica della prima guerra mondiale. Ma come fare?

La soluzione individuata dalla politica è ripopolare il centro storico di cittadini veri, per non soccombere alle invasioni barbariche. Il documento è ricco di dati, e forse non definitivo, ma traccia un’idea chiara su ciò che ci si attende venga fatto dal cittadino fiorentino. Tornare a vivere in centro.

Ritorno al futuro, senza DeLorean, ma con lo stesso scopo di cambiare il presente partendo dal passato.

Parafrasando Kennedy, non chiederti cosa può fare la città per te ma chiediti piuttosto cosa tu puoi fare per la città. Non è sbagliato. È però ingenuo (o comodo) pensare che basti scriverlo per ottenere un risultato. Chi abita un luogo vuole certi servizi (un parcheggio, un supermercato), se non vicini almeno certi.

Per evitare il mangificio non basta mettere un cartello con su scritto No pasaràn!, ma occorre progettare i presupposti infrastrutturali per creare i servizi necessari ai residenti a tempo pieno. Senza, neanche Amleto riuscirebbe a risolvere il suo dubbio.
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