E così il 1 aprile è arrivato e con lui i 70 anni di Giancarlo Antognogni. E proprio in quest'occasione Radio Bruno ha organizzato una puntata speciale del Pentasport con un parterre de rois non indifferente. Oltre al campione che per quindici anni ha rappresentato Firenze in Italia e nel mondo, hanno preso parte alla trasmissione anche Moreno Roggi, Claudio Desolati, Francesco Graziani e Eraldo Pecci.
"La passione dei tifosi della Fiorentina non si è mai affievolita, non a caso ogni volta che esco fuori di casa succedono sempre le stesse cose. Per me ogni mattina è come se fosse sempre un compleanno", esordisce Antognogni.
Poi racconta del suo rimpianto più grande: "Sicuramente lo scudetto perso contro la Juventus e la finale del Mondiale 1982 saltata".
Facendo un salto nella Fiorentina degli anni '70, sia Roggi che Desolati hanno celebrato il genio di Antonio.
E se il primo lo ha definito "talento innato" ribadendo che "lui era il calcio", il secondo ha messo in evidenza come "era un piacere giocare con Giancarlo, era un genio, eravamo contenti di avere un compagno del genere".
Poi mandando il nastro avanti di 10 anni Graziani e Pecci hanno parlato della nazionale del 1982. Per Ciccio "non eravamo un corpo estraneo in quella nazionale. Noi ci siamo sempre trovati bene, anche con i ragazzi juventini. Anzi devo dirgli grazie perché erano lo zoccolo duro. Non ci sono mai state divisioni".
L'ex centrocampista ha parlato invece del suo rifiuto alla nazionale: "Ho detto no alla nazionale, ma non è un mio rammarico".
Poi tutti in coro: "La chat dei campioni del mondo funziona ancora. Non ci sono mai problemi tra di noi".
Insomma un bellissimo modo per celebrare colui che non ha mai tradito Firenze e la Fiorentina. Ma ricorda Giancarlo che il meglio deve ancora venire! Ancora buon compleanno campione, buon compleanno capitano, buon compleanno amico nostro.
"La passione dei tifosi della Fiorentina non si è mai affievolita, non a caso ogni volta che esco fuori di casa succedono sempre le stesse cose. Per me ogni mattina è come se fosse sempre un compleanno", esordisce Antognogni.
Poi racconta del suo rimpianto più grande: "Sicuramente lo scudetto perso contro la Juventus e la finale del Mondiale 1982 saltata".
Facendo un salto nella Fiorentina degli anni '70, sia Roggi che Desolati hanno celebrato il genio di Antonio.
E se il primo lo ha definito "talento innato" ribadendo che "lui era il calcio", il secondo ha messo in evidenza come "era un piacere giocare con Giancarlo, era un genio, eravamo contenti di avere un compagno del genere".
Poi mandando il nastro avanti di 10 anni Graziani e Pecci hanno parlato della nazionale del 1982. Per Ciccio "non eravamo un corpo estraneo in quella nazionale. Noi ci siamo sempre trovati bene, anche con i ragazzi juventini. Anzi devo dirgli grazie perché erano lo zoccolo duro. Non ci sono mai state divisioni".
L'ex centrocampista ha parlato invece del suo rifiuto alla nazionale: "Ho detto no alla nazionale, ma non è un mio rammarico".
Poi tutti in coro: "La chat dei campioni del mondo funziona ancora. Non ci sono mai problemi tra di noi".
Insomma un bellissimo modo per celebrare colui che non ha mai tradito Firenze e la Fiorentina. Ma ricorda Giancarlo che il meglio deve ancora venire! Ancora buon compleanno campione, buon compleanno capitano, buon compleanno amico nostro.
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